Legamento crociato anteriore e menisco: trattamento pre post intervento

legamento crociato anterioreIl legamento crociato anteriore

Il legamento crociato anteriore è fondamentale per la stabilità del ginocchio, in quanto evita il movimento di traslazione anteriore della tibia sul femore. Questa struttura risulta particolarmente sollecitata durante la maggior parte delle attività sportive, pertanto, un’eventuale lesione o rottura di questo legamento costituisce un evento piuttosto frequente, soprattutto fra gli atleti professionisti. La mancanza di stabilità, dovuta ad una problematica del legamento crociato anteriore, altera notevolmente la biomeccanica del ginocchio e può causare cedimenti improvvisi durante l’appoggio sull’arto interessato, quindi ulteriori danni articolari (al menisco o cartilaginei), che rischiano di condurre ad una precoce artrosi dell’articolazione.

Il menisco

Il menisco, invece, è una struttura fibro-cartilaginea che si trova all’interno dell’articolazione, svolge un’azione di ripristino della congruenza nell’articolazione e permette lo scivolamento delle superfici articolari. Inoltre, ammortizza le forze e gli stimoli a cui l’articolazione stessa è posta di continuo. All’interno del ginocchio ne possiamo trovare 2, il mediale a forma di “c” e il laterale a forma di “o”, ma per convenzione vengono divisi in 4 quadranti: anteriore mediale, anteriore laterale, posteriore mediale, posteriore laterale. Un eccessivo o anomalo consumo del menisco o una sua frattura o fessurazione possono causare delle problematiche nell’articolarità e nella biomeccanica del ginocchio, un dolore importante e ad una sensazione dell’articolazione di incastrarsi” (il termine maggiormente usato dai pazienti con questo tipo di problematica).

È molto frequente trovarsi al cospetto con persone che sono costrette a riabilitare l’area dopo un infortunio, oppure che si preparano ad un intervento. Lo scopo di qualsiasi programma riabilitativo è quello di recuperare la mobilità, la stabilità, la flessibilità, la forza e la capacità di eseguire determinati movimenti, provando a riportare l’arto traumatizzato a livelli identici, o addirittura ancora migliori, al periodo precedente l’infortunio. In questo campo, la ricerca e l’applicazione delle metodologie tese al recupero del paziente hanno fatto passi da gigante. Le tecniche di ricostruzione delle articolazioni sono diventate molto più performanti rispetto al passato e consentono di recuperare la piena padronanza dell’arto, anche nel caso di atleti professionisti che tendono a sollecitare in maniera importante la regione.

Tuttavia, oltre all’intervento chirurgico, è fondamentale l’iter riabilitativo, che in genere si compone di un periodo di preparazione all’intervento e di un trattamento rieducativo post-operazione.

L’iter che precede l’intervento al legamento crociato anteriore

Quando si parla di iter pre operazione è fondamentale distinguere fra atleti e persone normali.

Chi ha a che fare con i tempi agonistici, in genere ha un trofismo di base molto elevato e di solito ha a disposizione un terapista personale che interviene già dal trauma fino all’intervento chirurgico che avviene di solito in tempi strettissimi: in questo caso, infatti, l’operazione viene eseguita il prima possibile, allo scopo di accorciare la tabella di marcia. Nel caso degli atleti professionisti, tuttavia, parliamo di articolazioni caratterizzate da una qualità dei tessuti e da una vascolarizzazione nettamente superiori alla media. L’unico trattamento non fisioterapico possibile da eseguire nelle ore che precedono l’intervento, e che può portare un minimo sollievo e un minimo miglioramento, sono i cicli di ghiaccio, uniti al riposo e alla compressione con fasciatura della zona.

Per chi non pratica sport ad alti livelli, invece, è molto importante non rendere l’infortunio qualcosa di ancor più pesante da sopportare. Pertanto, sarà necessario optare per un periodo di fisioterapia e riposo teso a recuperare la parziale mobilità del ginocchio, limitare il più possibile il dolore, e a facilitare l’ortopedico che al momento dell’intervento si troverà una struttura, sotto le mani, in condizioni nettamente migliori. Le tempistiche di lavoro pre-operatorio variano tantissimo, come detto, se abbiamo a che fare con un atleta o un non agonista e dalla situazione in cui si trovano muscolatura e articolazione. Nella maggior parte dei casi il periodo di trattamento consigliato varia dalle 2 alle 3 settimane.

La riabilitazione post-intervento al legamento crociato anteriore

Durante il periodo che segue un intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore, la cosa più importante è il movimento. La chirurgia moderna si basa sulla pratica di trapiantare al posto del legamento rotto un legamento da cadavere oppure una sezione del tendine rotuleo (intervento maggiormente utilizzato per gli atleti agonisti) oppure infine una sezione di uno dei tre tendini della “zampa d’oca”: semitendinoso, sartorio e gracile (intervento maggiormente utilizzato nelle donne).

La riabilitazione post-chirurgica deve servire allo scopo di permettere al ginocchio di muoversi liberamente, riprendere un notevole e ottimale stato di affidabilità e stabilità e ripristinare tutte le sue funzioni. Già dopo le prime ore che seguono l’operazione è necessario estendere il ginocchio in maniera completa e fletterlo fino a realizzare un angolo di 90 gradi. Gli iter riabilitativi proposti da Gilles Bousquet (il chirurgo francese precursore della riabilitazione con ginocchio in estensione) e da Shelbourne (il chirurgo americano autore del saggio “Accelerated Rehabilitation After Ligament Reconstruction” edito nel 1993) si basano sul principio dell’estensione e dell’iperestensione del ginocchio fin dai momenti immediatamente successivi all’intervento di ricostruzione. Questo perché flettere ed estendere il ginocchio infortunato evita l’irrigidimento della ricostruzione e offre un vantaggio evidente al paziente, che può riacquisire in maniera rapida il pieno controllo dell’arto.

L’altro punto fondamentale è evitare eventuali infiammazioni, e per questo è fondamentale rivolgersi ad uno studio di fisioterapia a Roma come Fisioglobe, zona Aurelia, poiché grazie ai nostri specialisti, vi sapremo indicare il miglior percorso di recupero cucito a misura sulle vostre esigenze e sulla vostra persona, in modo da evitare il rischio di incorrere in recuperi troppo rapidi e quindi a infiammazioni e problematiche articolari che poi saranno ricorrenti ogni qual volta il ginocchio sarà messo sotto sforzo e allo stesso tempo evitare una riabilitazione troppo lenta che può soltanto portare a ritardi difficili da gestire nel rientro all’attività e fastidiosi ritardi nel recupero.

Idrokinesiterapia nel recupero post-operatorio al legamento crociato anteriore

Eccezionale e assolutamente fondamentale per stimolare un veloce, ma giusto e perfetto recupero, è la terapia in acqua o idrokinesiterapia, poiché permette di sollecitare il ginocchio mantenendo 1/3 del peso corporeo a secco e quindi aumentando il peso e i carichi di lavoro in modo graduale, ma assolutamente in sicurezza. Di solito il lavoro fatto in acqua precede lo stesso lavoro a secco di 2/3 settimane e lo rende più efficiente e meno pauroso per il paziente. La corsa ad esempio, che si inizia a fare dopo circa un mese e mezzo/ due, viene sviluppata in acqua circa 2/3 settimane prima, e questo porta benefici articolari, di stabilità e di fiducia nel paziente che 2/3 settimane dopo si sente più pronto a riprendere quest’attività.

Tempi di recupero dopo l’operazione al legamento crociato anteriore

I tempi di recupero generali per tornare a camminare normalmente sono circa 20 giorni/un mese dall’intervento, mentre quelli per riprendere l’attività sono circa 6/8 mesi.

Bisogna fare molta attenzione a non emulare, per esempio, atleti agonisti come i calciatori, poiché loro partono da una situazione muscolare di base molto superiore ad una persona non agonista e il loro lavoro è volto a recuperare il prima possibile, senza considerare possibili problematiche come artrosi precoce e dolori molto forti una volta finita la loro carriera agonistica. Per un atleta attualmente i tempi di recupero sono stati ridefiniti in 110/120 giorni circa.