
La frattura del femore, l'osso situato nella coscia, va affrontata con molta attenzione, e con la giusta riabilitazione. Il femore, infatti, nonostante sia molto resistente, può rompersi a casusa di urti e traumi violenti nel giovane oppure per osteoporosi nell'anziano. Vista la posizione e la funzione del femore, fondamentale per il movimento degli arti inferiori, è necessario far subito ricorso alle cure mediche.
Il femore è un osso particolarmente importante. Su di esso si inseriscono muscoli fondamentali per il movimento. Il femore comunica con l'anca, costituendo l'articolazione coxofemorale, e con la rotula e la tibia nell'articolazione del ginocchio. La frattura può colpire il femore nella sua parte centrale o più frequentemente negli anziani nella testa del femore,
Il femore unisce la testa sferica alla diafisi femorale, sopportando così il carico che si trasmette al terreno. La capsula articolare è molto robusta perché deve sopportare i limiti dell’estensione articolare, aiutata da legamenti anteriori e posteriori e contiene la quasi totalità dei vasi che nutrono la testa del femore.
Le fratture del femore si vericano molto spesso nell’età anziana e tra le donne, o per evento traumatico nei giovani (soprattutto per incidenti stradali). Le fratture del femore si dividono in:

Le linee guida internazionali sono unanimi sul fatto che il miglior trattamento per queste fratture sia l’intervento chirurgicho, seguito da un'adeguata riabilitazione.
Il principale obiettivo dell’opzione chirurgica per il trattamento della frattura del femore è velocizzare la ripresa e questo stesso scopo guida anche il percorso di riabilitazione che segue l’intervento; in questo modo si aumenta anche la probabilità di evitare perdite di autonomia e riduzione della forza muscolare.
Un tipo di trattamento chirurgico è l’osteosintesi, riduzione della frattura attraverso viti di acciaio o di titanio. Questo tipo di intervento può portare a complicanze come la necrosi della testa del femore e la pseudoartrosi che sono riconducibili all’interruzione dell’apporto vascolare alla testa del femore in seguito al trauma.
Dopo l’intervento il paziente viene dimesso e comincerà un periodo di assoluto riposo senza poter poggiare il pede a terra per 50-60 giorni. Questo lungo periodo porta inevitabilmente alla diminuzione del tono muscolare e del tono calcico.
Un programma terapeutico di fsioterapia prevede esercizi di isometria per il muscolo della coscia e i campi magnetici impulsati, ovvero la magnetoterapia. In seguito al periodo di scarico si può cominciare la vera e propria riabilitazione, fatta di mobilizzazione per riacquistare mobilità, nonchè l'utilizzzo di mezzi fisici per ridurre l’infiammazione generata dalla rigidità articolare, come ad esempio la tecarterapia.
Fisioglobe, studio di fisioterapia a Roma zona Aurelia, è in grado di consigliarti e seguirti per il tuo problema di frattura del femore. Una terapia cucita sulla tua persona e sulle tue esigenze… la salute su misura per te!
Il dolore al ginocchio può spesso essere causato dalla meniscosi (infiammazione al menisco). Se non lo si affronta con l'aiuto dello specialista giusto con il tempo può diventare un problema. La fisoterapia in questo caso può aiutare molto.
Il ginocchio è l’articolazione più grande del corpo umano e mette in comunicazione la coscia con la gamba (da un punto di vista osseo collega il femore con la tibia).
Il ginocchio è formato da tre elementi ossei:
Questi tre elementi si articolano tra loro mediante 2 articolazioni funzionali (articolazione femoro-tibiale e articolazione femoro-rotulea). L’articolazione è stabilizzata da vari legamenti come il legamento rotuleo, i collaterali, ed i famosi legamenti crociati.
Il piatto tibiale ospita due strutture fibrose a forma di semiluna che hanno il compito di ammortizzare il contatto tra femore e tibia. Si tratta dei menischi.
Il menisco è una struttura fribro-cartilaginea a forma di semiluna che ha lo scopo di ammortizzare il carico che dal femore si trasmette alla tibia. Ogni ginocchio ha due menischi, uno laterale e uno mediale. Il menisco mediale è in stretto rapporto con il legamento crociato anteriore, per questo motivo nei casi di traumi in rotazione esterna e flessione, si ha la triplice lesione di:

La meniscosi è una degenerazione del menisco ed eventuali lesioni di quest’ultimo che possono portare ad avere un dolore localizzato, limitando la funzionalità del ginocchio.
Le cause che possono aumentare il rischio di meniscosi o infiammazione del menisco sono la condizione di sovrappeso, delle sollecitazioni eccessive sul ginocchio e dei traumi ripetuti. La meniscosi ha quasi sempre un esordio subdolo poiché nel primo periodo non si hanno sintomi, e solitamente quando si iniziano ad avvertire dolore locale e limiti di funzionalità articolare con scrosci, la degenerazione è già molto avanzata.
Qualsiasi danno al menisco, tranne nelle condizioni in cui si ha una lesione completa del menisco, può essere curato con successo con la fisioterapia.
Come prima cosa la meniscosi si tratta con tecniche conservative come riposo, ghiaccio, compressione ed elevazione. E' consigliabile anche utilizzare le stampelle per evitare qualsiasi peso sul ginocchio.
Mettere ghiaccio sul ginocchio ogni 3-4 ore per 30 minuti. Comprimere o avvolgere il ginocchio in un bendaggio elastico per ridurre l'infiammazione. Sollevare il ginocchio per ridurre il gonfiore.
Si possono prendere farmaci per limitare il dolore come l'ibuprofene o l'aspirina per ridurre il gonfiore intorno al ginocchio.
Il medico o fisioterapista può raccomandare la terapia fisica per rafforzare i muscoli che circondano il ginocchio, aiutare a ridurre il dolore e aumentare la mobilità e la stabilità del ginocchio. Il fisioterapista può anche utilizzare tecniche di massaggio per ridurre gonfiore e rigidità.
In casi di persistente ginocchio gonfio potrebbe trattatsi di Meniscosi con versamento, patologia che va approfondita con esami di diagnostica.
Fisioglobe, studio di fisioterapia a Roma zona Aurelia, è in grado di consigliarti e seguirti per il tuo problema di meniscosi. Una terapia cucita sulla tua persona e sulle tue esigenze… la salute su misura per te!
La dorsalgia è il dolore localizzato a livello della zona centrale alta della colonna vertebrale, più precisamente tra le scapole. Questo dolore è diffusissimo, quasi tutti possiamo dire di aver provato, almeno una volta nella vita, questa esperienza. Può essere acuto qualora duri pochi giorni, oppure cronico se il dolore è presente da almeno 3 mesi.
La parte superiore e centrale della schiena è chiamata tratto dorsale o toracico, e si trova fra il tratto cervicale ed il tratto lombare. La colonna vertebrale dorsale è composta da 12 piccole ossa chiamate vertebre toraciche, ciascuna delle quali è collegata a un paio di costole. L'intero tratto dorsale è definito come cifosi, avendo una curva che presenta la convessità posteriormente e di conseguenza la concavità ventralmente (ovvero anteriore). Queste curve sono state create dalla natura per distribuire i vettori di carico in più direzioni e non uniformandoli tutti verso il basso.
Le costole avvolgono l’interno del corpo fino a formare un osso lungo e piatto al centro del petto chiamato sterno. Così si forma la gabbia toracica. La parte superiore della schiena ha anche dischi che separano ciascuna vertebra. Questi dischi assorbono gli urti mentre ci muoviamo.
Le ossa nella parte superiore della schiena lavorano insieme alle costole per mantenere stabile la schiena e per aiutare a proteggere gli organi vitali del corpo, come il cuore e i polmoni.

La dorsalgia può derivare da infortunio (con irritazione muscolare) o da una disfunzione articolare. Le cause più comuni sono:
Altre cause, ma meno comuni, possono essere l'artrosi, le malattie reumatiche, l'ernia del disco dorsale.
I sintomi della dorsalgia variarno da persona a persona. Per alcuni il dolore è lieve e scompare entro un paio di giorni, per altri il dolore può peggiorare e interferire con le attività quotidiane.
Se il dolore acuto o il dolore generale diventano gravi, possono contribuire a una ridotta mobilità dei muscoli, dei legamenti e/o delle articolazioni della parte superiore della schiena.
Possiamo inoltre in alcuni casi rilevare formicolio, intorpidimento o debolezza. Proprio come il dolore radiante, questi sintomi possono irradiarsi anche lungo un nervo dalla colonna vertebrale toracica e arrivare al braccio, al torace, allo stomaco o nella parte inferiore del corpo.
Nei casi in cui il dolore alla schiena è causato da affaticamento muscolare dovuto a una postura scorretta, la fisioterapia può aiutarti ad affrontare le cause alla base del dolore, ripristinando il movimento completo e aiutando il tuo corpo a guarire.
Ancora più importante un fisioterapista può insegnare una buona postura. Dopo svariati anni di “cattiva postura” può essere facile "disimparare", ma un fisioterapista può lavorare con te per imparare nuovamente come avere una buona postura e come mantenerla durante il giorno.
La fisioterapia comprende trattamenti sia passivi che attivi. I trattamenti passivi aiutano a rilassare te e il tuo corpo. Sono chiamati passivi perché non devi partecipare attivamente. Tra questi troviamo:
Nella parte attiva della fisioterapia, il fisioterapista insegnerà diversi esercizi per migliorare la flessibilità, la forza, la stabilità del core e la gamma di movimento del tuo corpo.
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Le articolazioni sono strutture anatomiche che mettono in reciproco contatto due o più ossa. Nella maggior parte dei casi il contatto non è diretto, bensì avviene tramite tessuto fibroso o cartilagineo e/o da liquido (per evitare attrito ed usura). Purtroppo sono numerose le patologie che possono riguardare le articolazioni, vediamo cosa può fare per esse la fisioterapia
Dal punto di vista strutturale, si suddividono in:
La classificazione più conosciuta è quella su base funzionale; in base cioè ai movimenti consentiti di vario tipo e grado. Abbiamo, quindi, giunture immobili o fisse (le cosiddette sinartrosi), semimobili (anfiartrosi) e mobili (diartrosi). La struttura di un'articolazione ne influenza il grado di mobilità.
Le giunture mobili, molto importanti per la funzionalità del nostro corpo, sono costituite da diversi elementi: le superfici articolari di due ossa; lo strato di tessuto cartilagineo; la capsula articolare; la cavità articolare; la membrana sinoviale; la sinovia ed i legamenti intrinseci.

Con l’età, le articolazioni presentano sempre di più alterazioni della cartilagine e del tessuto connettivo. La cartilagine dentro l’articolazione diventa più sottile e i componenti della cartilagine (i proteoglicani, sostanze che aiutano a dare elasticità alla cartilagine) si alterano, rendendo le articolazioni meno elastiche e più suscettibili a eventuali lesioni. Pertanto, in alcuni soggetti, le superfici articolari non scorrono più bene l’una sull’altra come in precedenza. Questo processo può causare l’osteoartrite.
Inoltre, le articolazioni diventano più rigide perché il tessuto connettivo all’interno dei tendini e dei legamenti diventa più rigido e fragile. Tale cambiamento limita anche l’arco di movimento delle articolazioni.
Sono molte e variegate, le principali malattie che possono interessare le articolazioni sono:
Per ridurre o contrastare il dolore articolare è necessario risalire all’origine del problema. Solo la diagnosi permette di adottare cure e rimedi efficaci.
Nel caso in cui il dolore articolare sia causato da artrite e artrosi si può, sotto controllo medico, alleviare il dolore, il gonfiore e l’infiammazione con l’uso non prolungato di antidolorifici e antinfiammatori, mantenendo un peso corporeo nella norma e facendo attività fisica moderata e regolare.
Il dolore può essere contrastato sicuramente ricorrendo alla fisioterapia, con applicazioni di ultrasuoni e tecarterapia.
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L'ileopsoas è un muscolo composto da 2 parti: il muscolo iliaco e lo psoas, i quali lavorano insieme per flettere l'anca. E' ormai dimostrato che esiste una relazione tra il mal di schiena e la disfunzione del muscolo ileopsoas. Il mal di schiena lombare, in qualche modo, coinvolge sempre questo muscolo.
L'ileopsoas è un muscolo grande e potente composto da 2 parti: il muscolo iliaco e lo psoas, e si attacca a ciascuna delle 5 vertebre nella parte bassa della schiena. Più in basso si aggancia all'osso del femore, appena sotto l'articolazione dell'anca.
Il suo ruolo principale è spostare l'anca in flessione, piegandola verso l'alto. Stando seduti si può attivare il muscolo ileopsoas sollevando la parte posteriore del ginocchio dal sedile.
I muscoli iliaco e psoas inizino in punti diversi (lo psoas ha origine dalla colonna vertebrale, mentre l'iliaco ha origine dall'osso dell'anca), ma entrambi finiscono nello stesso punto: la parte superiore del femore.
Ed è qui, in questo inserimento, che si verifica la maggior parte delle lesioni dell’ileopsoas.

Il muscolo ileopsoas può subire diversi danni tra cui:
La vita sedentaria è una delle ragioni maggiori che portano a danni a livello di questo muscolo. L'inattività protratta per lunghi contrae il muscolo ileopsoas, portando a rigidità e mobilità ridotta. Questi sintomi diventeranno particolarmente evidenti nella parte bassa della schiena e nell'anca. Se l’ileopsoas è contratto o infiammato può essere responsabile di patologie del nervo sciatico, patologie vertebrali e dell’anca.
Ogni volta che il muscolo psoas si contrae, trascina la colonna vertebrale in una condizione nota come iperlordosi. Il muscolo tira e accorcia la colonna vertebrale in una posizione inarcata. Questo mette a dura prova i muscoli della colonna vertebrale. I muscoli non sono gli unici tessuti colpiti poiché la contrazione dello psoas sollecita anche le articolazioni vertebrali.
Se il dolore è localizzato o nel tratto lombare o nella parte anteriore della coscia, probabilmente dipende dal muscolo ileopsoas. Uno dei maggiori segnali del coinvolgimento nel mal di schiena dell'ileopsoas è che la tensione alla schiena non scompare, anche nel caso in cui il muscolo ileopsoas sia già stato trattato.
Il dolore da ileopsoas solitamente si irradia dalla regione lombare alle aree dorsale e cervicale, e in alcuni anche nella regione dell'anca. E' una condizione cheinteressa gli atleti (a causa dello sforzo) e gli impiegati (a causa di uno stile di vita più sedentario).
Purtroppo il tessuto muscolare guarisce molto lentamente e quindi i pazienti dovrebbero fare tutto ciò che è in loro potere per evitare questo risultato. Negli scenari peggiori una contrazione eccessiva dello psoas può portare addirittura alla comparsa di un'ernia del disco nella colonna lombare.
La posizione del muscolo ileopsoas lo rende difficile da raggiungere. Ecco percè per il suo trattamento è necessario consultare un medico o un fisioterapista qualificato, invece di tentare di autodiagnosticare il problema.
L'obiettivo del trattamento del mal di schiena da muscolo ileopsoas è quello di individuare e modificare i problemi dello stile di vita del paziente. Il modo migliore per curare il mal di schiena è evitarlo. I problemi alla colonna vertebrale si sviluppano a piccoli incrementi, per lunghi periodi di tempo; quindi, ogni piccolo allungamento aiuta.
La maggior parte dei trattamenti del mal di schiena lombare da muscolo ileopsoas sono conservativi. Le persone di solito ricorrono alla fisioterapia e ad esercizi di stretching. Se decidi di allungare il muscolo ileopsoas, assicurati di eseguire esercizi appropriati. Non allungare eccessivamente questo muscolo, potrebbe causare ancora più dolore e problemi.
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