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Dolore notturno alla spalla: le possibili cause

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Categoria: Uncategorised
Pubblicato: 30 Novembre -0001
Visite: 2625

Dolore notturno alla spalla: le possibili cause

Il dolore notturno alla spalla è un sintomo piuttosto comune, espressione di solito di un’infiammazione che con la posizione sdraiata si acutizza. Spesso si tratta di un dolore acuto, persistente e che impedisce di appoggiare la spalla sul letto.

Cenni di anatomia della spalla

L’anatomia della spalla è importante per capire le varie patologie di questo distretto corporeo, individuare e interpretare i sintomi che derivano dalle sue strutture.

La spalla è senza dubbio l’articolazione più complessa del corpo umano. La sua ampia gamma di movimenti è possibile grazie alla complessità della sua anatomia. L’articolazione della spalla è a sua volta suddivisa in 3 articolazioni dette vere: l’articolazione scapolo omerale, l’articolazione acromion-clavicolare, l’articolazione sterno-clavicolare E poi in due "false": l’articolazione sotto deltoidea e l’articolazione scapolo-toracica.

Le 5 articolazioni sono tenute insieme da una serie di legamenti, strutture tendinee e muscolari che ne permettono, nello stesso tempo la stabilità e il movimento. 

Abbiamo poi la La cuffia dei rotatori: un gruppo di quattro muscoli che dalla scapola si inseriscono sull’omero (osso del braccio).
I muscoli della cuffia sovraspinoso, sottospinoso e piccolo rotondo sono extrarotatori, cioè con la loro contrazione si occupano di ruotare esternamente il braccio, mentre il muscolo sottoscapolare, chiamato così perché origina nella superficie interna della scapola – quella che è a contatto con la gabbia toracica, è l’unico intrarotatore.

La spalla è l’articolazione più mobile di tutto il corpo. Proprio per questa sua caratteristica è maggiormente soggetta a sollecitazioni nelle sue diverse componenti anatomiche, in particolar modo sulle strutture tendinee

dolore notturno spalla

Le cause del dolore notturno alla spalla

Il dolore notturno alla spalla può avere origini lontane, nelle attività di giorno: posture fisse protratte nel tempo, magari anche scorrette, o attività particolarmente ripetitive generano delle tensioni che a lungo andare possono sovraccaricare le spalle e il tratto cervicale. Questo rappresenta terreno fertile per lo sviluppo di infiammazioni tendinee che si maniefstano magari di notte, per ragioni principalmente anatomiche.

Durante il sonno, infatti, il nostro corpo si abbadona ad un rilassamento fisiologico che comporta una perdita della corretta posizione anatomica della spalla. Segue uno stiramento di alcuni tendini della cuffia dei rotatori che, se già infiammati, tenderanno ad irritarsi ulteriormente causando dolore.

A questo dobbiamo aggiungere la posizione che assumiamo durante la notte (supina, prona o di fianco) che determina un restringimento dello spazio all’interno dell’articolazione della spalla e una compressione dei tendini. Nello specifico questo interessa maggiormente il sovraspinato e il capo lungo del bicipite.

Terapie e trattamenti

Poichè il dolore alla spalla di notte è un problema molto invalidante, i nquanto impedisce di prendere sonno e di riposare bene, spesso la prima (e unica) terapia a cui si ricorre sono i farmaci antinfiammatori o antidolorifici. Così però si tratta il sintomo e non la causa, e quindi è un rimedio di bereve termine che non risolve il problema. Olytretuttto la problematica,se sottovalutata e protratta nel tempo, rischia di aggravarsi sino a determinare gravi degenerazioni delle strutture coinvolte.

La cosa migliore da fare è quindi ricorrere al consulto di uno specialista in modo che possa esaminare nel dettaglio la situazione ed effettuare una prima valutazione fisioterapica, dalal quale studiare e attuare un percorso riabilitativo attraverso l’utilizzo di terapie strumentali e tecniche manuali. Gli obiettivi saranno la risoluzione dell’infiammazione, il detensionamento e allungamento della muscolatura contratta, il ripristino della corretta dinamica di movimento della spalla ed il rinforzo dei muscoli della cuffia dei rotatori, principali stabilizzatori della spalla.

Sicuramente nel caso di dolore alla spalla è importante non temporeggiare nella speranza che passi da solo, prima si interviene e maggiori sono le probabilità di successo di un trattamento.

Cosa può fare Fisioglobe

Fisioglobe, studio di fisioterapia a Roma zona Aurelia, è in grado di consigliarti e seguirti nel caso avessi problemi di dolore notturno alla spalla. Una terapia cucita sulla tua persona e sulle tue esigenze… la salute su misura per te!

Articolo tratto da: Dolore alla Spalla - Cause e Terapie (Fisioterapia Italia)

Dolore alla scapola: ecco il perché e cosa fare

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Pubblicato: 30 Novembre -0001
Visite: 2686

Dolore alla scapola: ecco il perché e cosa fare

Il dolore alla scapola è un sintomo abbastanza comune, in genere, è dovuto a sofferenze muscolo-scheletriche non particolarmente preoccupanti. Più raramente, è un sintomo di patologie viscerali che, talvolta, richiedono un intervento terapeutico immediato.

Anatomia della scapola

La scapola è un osso che appoggia sull'angolo superiore della porzione posteriore della gabbia toracica, e che articola il tronco all'arto superiore. E' piatto e di forma triangolare, ed è un osso particolare ed unico nel suo genere grazie a particolrei elementi anatomici, come per esempio l'acromion, il processo coracoideo e la cavità glenoidea,
Le scapole hanno due funzioni principali: agganciare la testa dell'omero alla loro cavità glenoidea, formando così la cosiddetta articolazione gleno-omerale (in linguaggio gergale, l'articolazione della spalla), e agire da sede di attacco per diversi muscoli del corpo umano, compresi quelli costituenti la cuffia dei rotatori.
Le fratture della scapola sono eventi molto rari, che, in genere, risultano da forti traumi al torace.

La scapola è collegata a svariati muscoli (romboidi, trapezio medio, trapezio inferiore, grande rotondo, dentato anteriore, muscoli della cuffia dei rotatori, elevatore della scapola ecc.), la cui integrità è fortemente connessa alla salute della spalla

In alternativa alla parola scapola, i medici utilizzano - anche se, per la verità, molto raramente - il sinonimo omoplata.

dolore alla scapola

Le cause del dolore alla scapola

Nella maggior parte dei casi, questo sintomo è da imputarsi a problematiche muscolo-scheletriche od osteo-articolari; più raramente, è correlato a fattori di natura viscerale, risultando in questo modo un sintomo riferito piuttosto che un dolore effettivamente dovuto a una problematica locale.

Al primo posto abbiamo sicuramente le cause muscolo-scheletriche, in quanto la scapola è collegata a muscoli che contribuiscono in modo determinante ai movimenti quotidiani della spalla: si pensi soltanto ai muscoli della cuffia dei rotatori

Possibili cause di dolore alla scapola di natura osteo-articolare sono:

  • Fratture di origine traumatica, a seguito di cadute accidentali o in occasione di incidenti stradali.
  • Lesioni articolari a causa dell'età che avanza o eventi traumatici come la lussazione di spalla.
  • Osteoporosi a carico delle stesse scapole o di elementi ossei limitrofi come per esempio la gabbia toracica, le vertebre cervicali o l'omero.
  • Artrosi o artrite in generale
  • Discopatie
  • Spalla congelata. Si tratta di una condizione di lunga durata (cronica) che causa l'infiammazione

Il dolore alla scapola dovuto a cause viscerali è sempre un dolore riferito (ossia un dolore alla scapola che però origina altrove). Per causa viscerale s'intende una sofferenza/patologia che interessa un organo interno.

Terapie e trattamenti

Il trattamento di un dolore alla scapola varia in funzione della causa scatenante.

In presenza di dolori di natura muscolo-scheletrica od osteo-articolare (circostanze più comuni), le possibilità terapeutiche spaziano dalla terapia conservativa, nei casi meno gravi, a quella chirurgica, nelle situazioni più estreme. 

La terapia conservativa può consistere, sopratutto nella fase acuta, nell’applicazione di impacchi di ghiaccio e riposo.

Nella fase acuta si può ricorrere anche a terapie strumentali, come la laserterapia e la tecarterapia. Tali strumenti consentono di ridurre dolore e infiammazione nel giro di poche sedute. La tecarterapia è particolarmente indicata in caso vi siano contratture che stanno dando origine al dolore alla scapola sinistra.

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Articolo tratto da: Discinesia della spalla, cause, sintomi e cure (Fisioterapia Italia)

Acufene e cervicalgia: l'approccio multidisciplinare

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Pubblicato: 30 Novembre -0001
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Acufene e cervicalgia: l'approccio multidisciplinare

Il termine acufene indica rumori, come ad esempio fischi, ronzii, fruscii, crepitii, soffi e pulsazioni percepiti in una o entrambe le orecchie o nella testa e che non sono dovuti né a onde sonore provenienti da una fonte esterna, né sono legati ad alcuna condizione psichiatrica.

Disturbo dell'acufene

L'acufene è un disordine che ha origine in un punto della via uditiva che porta dall'orecchio ai centri dell'udito del cervello. L'acufene non è udito, ma percepito, ed opera nel range tra 4.000 e 6.000 Hz. Nelle persone senza problemi uditivi, un soggetto su 10 soffre o ha sofferto del disordine dell'acufene, mentre nei soggetti con ipoacusia (riduzione uditiva) ne soffre oltre il 50%.

Circa il 10-15% della popolazione convive con l’acufene, molti dei quali sviluppa addirittura un sistema di adattamento. Questa condizione, infatti, può portare a disturbi invalidanti poiché interferisce in modo negativo con il sonno e con le attività della vita quotidiana. 

Immaginiamo che la corteccia cerebrale sia un hardware e i centri subcorticali un software della percezione: l'orecchio interno  danneggiato inserirà l'acufene come un programma difettoso nel software dei centri incoscienti del cervello, con la conseguenza che l'acufene darà una percezione cosciente e attivando amplificatori variabili che possono incidere su fattori come ansietà, preoccupazioni, depressione, fatica, malattie da raffreddamento, algie, problemi di cervicalgia.

acufene-cervicalgia

Le cause dell'acufene

Tra le cause che stanno alla base dell’instaurarsi dell’acufene si possono includere: 

  • patologie dell’orecchio; 
  • disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare; 
  • assunzione di posture scorrette;
  • contratture muscolari del distretto cervico-dorsale; 
  • problemi cardiovascolari; 
  • stress emotivo; 
  • danni neurologici. 

Inoltre recenti studi nell’ambito delle neuroscienze hanno dimostrato che dietro all’acufene c’è la presenza di un’anomala attività neuronale.

Acufene e cervicalgia

Il tratto cervicale è uno dei punti più vulnerabili del corpo umano e il dolore ad esso associato (cervicalgia) è una condizione medica molto comune. Molteplici sono le cause che possono dare origine al dolore cervicale:

  • Colpi di freddo con conseguente torcicollo;
  • Postura errata;
  • Traumi pregressi;
  • Colpo di frusta;
  • Stress;
  • Osteoartrite delle vertebre cervicale;
  • Pesi eccessivi durante l’attività fisica;
  • Dormire assumendo una posizione del collo sbagliata.

Alcuni traumi della colonna vertebrale possono essere la causa del cambiamento della pressione dei fluidi del labirinto all’orecchio e provocare l’insorgere dell’acufene cervicale.

Se l’acufene cervicale è dipeso da abitudini scorrette, il problema può essere risolto con manipolazioni localizzate eseguite da un fisioterapista o anche svolgendo una ginnastica riabilitativa.

Esistono una serie di trattamenti consigliati per alleviare l’acufene cervicale come massaggi o trazioni che possono agire direttamente sul dolore localizzato e portare un rapido sollievo soprattutto se il dolore è correlato a spasmi muscolari.

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Articolo tratto da: Il disordine dell'acufene (Fisioterapia Italia)

Ginocchio valgo, esercizi e riabilitazione per correggerlo

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Pubblicato: 30 Novembre -0001
Visite: 2649

Ginocchio valgo, esercizi e riabilitazione per correggerlo

Il ginocchio valgo è una deformità anatomica degli arti inferiori, in presenza della quale le ginocchia puntano l'una verso l'altra.

Può essere riscontrato a qualsiasi età ed è più comune nelle donne. Colpisce anche molti atleti (podisti, maratoneti, corridori, calciatori, sollevatori di pesi). La correzione del ginocchio valgo serve a migliorare la meccanica del ginocchio e la capacità di deambulazione, nonché a ridurre il dolore e previene una possibile rapida progressione del danno al ginocchio.

Cosa è il ginocchio valgo

Il ginocchio è una delle più ampie e complesse articolazioni del corpo umano. Collega la coscia alla gamba, ed è costituito da tre parti ossee: l’estremità distale del femore, l’estremità prossimale della tibia e la rotula.

Questi tre segmenti sono in stretto rapporto fra loro grazie a un vasto apparato di muscoli e legamenti, che hanno il compito di mantenere stabile l’articolazione e garantire una buona mobilità, indispensabile per il movimento del nostro corpo.

Stando in piedi a gambe unite non dovrebbe esserci distanza tra le caviglie. Il ginocchio valgo è quella condizione per cui, stando in piedi con le ginocchia unite, si presenta una parte inferiore delle gambe molto distesa, determinando una distanza non normale tra i piedi e le caviglie. Questo spazio a volte può arrivare fino a 8 cm o più.

Un ginocchio perfettamente allineato ha il suo asse portante su una linea che corre lungo il centro della gamba, attraverso l'anca, il ginocchio e la caviglia. Quando il ginocchio non è perfettamente allineato, altrimenti noto come disallineato, viene descritto come valgo o varo.

Il disallineamento del ginocchio valgo non è considerato grave quanto quello del ginocchio varo (dove il disallineamento è nella direzione contraria, le ginocchia si allontanano). Tuttavia, entrambe le condizioni mettono a dura prova le ginocchia, in particolare la cartilagine articolare che copre le superfici ossee.

ginocchio valgo

Cause del ginocchio valgo

Le cause del ginocchio valgo sono diverse, sicuramente la componente genetica è uno dei fattori più rilevanti per la predisposizione al ginocchio valgo.   Tra le cause del ginocchio valgo troviamo:

  • Artrite;
  • Tumore osseo benigno;
  • Condizioni congenite;
  • Fratture che sono guarite in modo improprio;
  • Insufficienza renale;
  • Traumi fisici;
  • Rachitismo (una malattia delle ossa causata dalla mancanza di vitamina D).

Il ginocchio valgo può, inoltre, dipendere da un’instabilità della volta plantare o da uno squilibrio dei muscoli dell’anca o della coscia che si inseriscono al di sotto del ginocchio.

Sintomi

Il sintomo più evidente del ginocchio valgo è la separazione delle caviglie quando si sta in piedi con le ginocchia unite. Altri sintomi possono includere:

  • Gonfiore al ginocchio;
  • Dolore dietro al ginocchio;
  • Dolore al ginocchio o all'anca;
  • Dolore al piede o alla caviglia;
  • Articolazioni rigide o doloranti;
  • Zoppicare mentre si cammina;
  • Ridotta mobilità delle anche;
  • Difficoltà a camminare o correre;
  • Instabilità del ginocchio;

Esercizi e Terapia

Gli esercizi per il ginocchio valgo hanno efficacia soprattutto per il ginocchio valgo funzionale, ovvero quando il ginocchio tende al valgismo in movimento (non stando semplicemente in pied). In caso di ginocchio valgo anatomico siamo in presenza di una vera e propria deformità ossea, quindi gl isercizi possono dare benficio fino ad un certo punto.

Esercizio del piede corto

L’esercizio del piede corto è un esempio di esercizio con il quale si possono rinforzare i muscoli che sostengono la volta plantare, nel caso in cui il ginocchio valgo sia causato da un’alterazione di questo distretto. Si chiama “esercizio del piede corto” perché, per ricreare l’arco plantare, si avvicina la testa del primo metatarso al tallone. La costanza e la precisione con cui viene eseguito l’esercizio garantiscono una maggiore possibilità di risultato.

Esercizi di riabilitazione propriocettiva

Durante l’esecuzione degli esercizi di riabilitazione propriocettiva per il ginocchio valgo il fisioterapista guida il paziente a correggere il movimento, non solo del ginocchio, ma anche di tutti i distretti che intervengono nella corretta esecuzione del gesto (attività del tronco, del bacino, dell’anca, della gamba e del piede).

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Fisioglobe, studio di fisioterapia a Roma zona Aurelia, è in grado di consigliarti e seguirti nel caso avessi problemi legati al ginocchio valgo. Una terapia cucita sulla tua persona e sulle tue esigenze… la salute su misura per te!

Articolo tratto da: Ginocchio valgo esercizi e riabilitazione per correggerlo (Fisioterapia Italia)

LIMFA © Therapy, la tecnologia che accelera la riparazione dei tessuti

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Pubblicato: 30 Novembre -0001
Visite: 2683

LIMFA © Therapy, la tecnologia che accelera la riparazione dei tessuti

LIMFA Therapy è una tecnologia nel campo della fisioterapia frutto della ricerca italiana che, grazie all’ esclusivo e brevettato meccanismo di invio di pacchetti informazionali alle cellule, è in grado di accelerare la guarigione e la rigenerazione cellulare con risultati concreti e con un indice di efficacia mai raggiunto in precedenza. Attraverso complessi campi magneto-elettrici ultradeboli brevettati che, entrando in bio-risonanza con gli ioni liberi sulla membrana plasmatica cellulare, sono in grado di accelerare l'autoriparazione cellulare con un'efficacia media, scientificamente provata, dell'80%.

Semplicissima da utilizzare e priva di effetti collaterali, LIMFA Therapy agisce subito, in profondità, in qualsiasi situazione ambientale e fisica e in totale sicurezza, rappresentando una straordinaria innovazione nel ambito della terapia del dolore, del recupero fisico e della riparazione dei tessuti, permettendo di ritornare alla normale funzionalità in tempi sensibilmente ridotti, senza somministrare farmaci o somministrandone in dosi limitate.

I centri che hanno LIMFA© Therapy, come ad esempio Fisioglobe, possono dare risposta a numerosi problemi di fisioterapia e di trattamento del dolore senza ricorrere a farmaci.

LIMFA© Therapy: Rigenerazione tessuti danneggiati

Il sistema di fisioterapia si basa sulla trasmissione di informazioni dal dispositivo ai tessuti lesi, tramite una sequenza combinata di campi magnetici, fino alle cellule lesionate e sofferenti; queste sollecitazioni (che sono diverse per ogni patologia) affiancano, rafforzandole, quelle biologicamente attive che naturalmente ripristinano la normale funzionalità delle cellule, stimolandone l’autoguarigione e l’autorigenerazione in tempi accelerati. L’efficacia di Limfa Therapy ha inizio durante la seduta e prosegue nelle ore successive.

Le problematiche tessutali a carico di diverse strutture del corpo umano sono un argomento di grande rilevanza e frequenza, sia per quel che riguarda atleti, sia per chi pratica attività a livello amatoriale. Questo tipo di patologia può colpire diversi tessuti:

  • Osseo (fratture e infrazioni)
  • Muscolare (stiramenti e strappi)
  • Tendineo (lesioni o calcificazione)
  • Tessuto connettivo (infiammazioni della fascia o lesioni)

Grazie all’utilizzo di campi magnetici ultradeboli Limfa consente di riparare tessuti danneggiati, consente di trattare patologie osteoarticolari e problematiche conseguenti a interventi di chirurgia grazie a terapie efficaci e specifiche. 

limfa therapy

LIMFA Therapy: Recupero post operatorio

Nel campo specifico dell’ortopedia, il dispositivo consente di trattare patologie osteoarticolari e problematiche conseguenti a interventi di chirurgia ortopedica. L’efficacia nel campo della fisioterapia di Limfa Therapy è stata valutata attraverso una sperimentazione a cui hanno partecipato più di 100 persone affette da questi disturbi. Lo studio ha dimostrato che la terapia è priva di effetti collaterali ed è efficace nel ridurre dolore e segni di infiammazione e nel migliorare la mobilità degli arti. La quasi totalità dei pazienti trattati ha espresso soddisfazione rispetto al trattamento.

LIMFA Therapy: Recupero post traumatico

Grazie all’utilizzo di Campi Magnetici Ultradeboli (Low Intensity Magnetic Field), Limfa therapy trasferisce ai tessuti biologici informazioni riparative. Nel campo specifico della medicina sportiva, il dispositivo ha dimostrato di ottenere risultati significativi nella riduzione dei tempi di recupero a seguito di traumi ed affaticamento muscolare, attraverso l’impiego del programma “antistress-ossidativo”, “antiedemigeno”, antinfiammatorio e antidolorifico. 

LIMFA Therapy: Terapia del dolore

Il dolore può avere diversi tipi di origini e diversi tipi di gradi. Possiamo distinguerlo in dolore cronico o acuto a seconda del tempo intercorso tra il presentarsi del sintomo e l’inizio di un eventuale trattamento. Limfa Therapy, con studi ufficiali, ha dimostrato di ridurre i tempi di guarigione anche del 50% con una diminuzione tangibile sia del dolore cronico che di quello acuto anche del 60% dopo le prime sedute.

LIMFA Therapy: Fibromialgia

L’eziopatogenesi della Fibromialgia (FM) è multifattoriale e, probabilmente, basata su un meccanismo di sensibilizzazione centrale. I campi magnetici a bassissima frequenza sono un trattamento innovativo in questa patologia e rappresentano un’evoluzione della magnetoterapia . La maggior parte della degli studi che ne hanno riportato l’efficacia , mostra un effetto analgesico in pazienti affetti da fibromialgia, simile all’effetto analgesico dei campi magnetici pulsati. Un recente studio scientifico condotto dall’Università La Sapienza di Roma ha dimostrato che 10-12 sedute di Limfa Therapy della durata di circa 40′, hanno ridotto il dolore del 67%. Lo studio è stato condotto con il metodo d’osservazione più rigoroso, quello del “doppio cieco randomizzato con crossover” allo scopo di verificare l’efficacia oggettiva della terapia.

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Fisioglobe, studio di fisioterapia a Roma zona Aurelia, è uno dei centri in Italia dotati di Limfa Therapy, in grado di consigliarti e seguirti nel suo utilizzo. Una terapia cucita sulla tua persona e sulle tue esigenze… la salute su misura per te!

  1. Cervicalgia e dolore cervicale
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