
Il mal di schiena è percepito come un problema di origine unicamente lombare (tensioni muscolar, ernie del disco, etc.). In realtà il fenomeno della lombalgia spesso è poco compreso. Tra le varie cause, infatti, il mal di schiena può avere un’origine di tipo viscerale.
Questo approccio è particolare dell’osteopatia, la quale considera il sistema viscerale come una delle possibili cause di mal di schiena.
L'osteopatia viscerale è una branca dell'osteopatia, specializzata nella terapia manuale degli organi interni del corpo, che affronta i problemi che possono derivare dalla loro mobilità ridotta. Prende il nome dai visceri, gli organi interni del nostro corpo (stomaco, fegato polmoni, etc.).
Con l'osteopatia si applicano tecniche di terapia manuale agli organi interni del corpo, cercando di trattare una gamma molto più ampia di condizioni. Lo scopo è migliorare il movimento degli organi e alleviare le tensioni all'interno del corpo, facilitando il funzionamento degli organi e la capacità di autoguarigione.
Gli osteopati specializzati in osteopatia viscerale sono in grado di valutare, diagnosticare e trattare la restrizione di questi organi migliorando la qualità della vita dei pazienti. E' possibile creare piani di trattamento personalizzati con un approccio basato sull'evidenza, adattando i trattamenti in base alle risposte dei pazienti per risultati ottimali.

E' necessario approfondire dei concetti di anatomia del sistema neuro vegetativo: quella parte di sistema nervoso che innerva organi e visceri. Origina dalla colonna vertebrale andando a costituire i cosiddetti spinali, ossia i nervi che si trovano tra una vertebra e l’altra. Un organo in disfunzione, quindi, può influenzare la vertebra corrispondete con dolore vertebrale. Può però anche accadere il contrario, cioè una disfunzione vertebrale può ripercuotersi con disturbi a livello dell’organo corrispondente.
Studi autorevoli confermano la relazione tra mal di schiena e alterazione della mobilità viscerale. Le persone con dolore lombare, infatti, presentano una diminuzione della mobilità renale durante la respirazione diaframmatica, rispetto ai soggetti sani. Il mal di schiena quindi oltre che da problemi della colonna vertebrale, può derivare anche da infiammazione e altri problemi agli organi interni possono causare mal di schiena. Questo tipo di dolore di solito colpisce un lato della schiena, vicino a dove si trova l'organo.
Il dolore alla schiena può essere causato da problemi strutturali associati alle aderenze, dei minuscoli legami simili a colla che si formano nelle strutture di supporto del bacino, della schiena e dell'anca dopo un intervento chirurgico, una caduta, un incidente. Possono spostare le strutture della schiena o dell'anca fuori dall'allineamento corretto.
Vari organi riproduttivi nelle donne possono causare dolore lombare destro. Ad esempio, una condizione comune che può portare a dolore acuto nell'area pelvica è l'endometriosi, che può irradiarsi alla parte bassa della schiena destra. Nel mondo circa il 10% delle donne in età riproduttiva sviluppa l'endometriosi.
Fisioglobe, studio di fisioterapia a Roma zona Aurelia, è in grado di consigliarti e seguirti nel caso avessi problemi legati a mal dischiena e volessi approfondire a tal proposito il discorso dell'osteopatia viscerale. Una terapia cucita sulla tua persona e sulle tue esigenze… la salute su misura per te!
L’ernia del disco è una delle più comuni cause di mal di schiena e può colpire una o più vertebre della colonna vertebrale, provocando forti dolori. Robin McKenzie è un fisioterapista di fama mondiale che ha elaborato un metodo riconosciuto per la sua grande efficacia proprio nel trattamento di questo problema.
La zona interessata dall'ernia del disco è il disco intervertebrale, un cuscinetto interposto tra una vertebra e l’altra che ha la funzione di ammortizzare gli urti e di facilitare i movimenti tra una vertebra e l’altra. Questa struttura è formata da due parti: una zona centrale chiamata nucleo polposo, che ha una consistenza gelatinosa e una zona periferica chiamata anello fibroso che ha la funzione di contenere la fuoriuscita del nucleo polposo. Lo spostamento del disco può ostacolare i movimenti vertebrali e può causare dolore.
Le ernie del disco non sono tutte uguali, ma sono classificate in base alla loro importanza e possono essere in ordine di gravità:

Molte persone sono spaventate dalla diagnosi di ernia del disco, ma, nella maggior parte dei casi, il trattamento di questo problema sarà di tipo conservativo attraverso l’utilizzo di farmaci e fisioterapia. Per quanto riguarda i farmaci verranno utilizzati prevalentemente antidolorifici, miorilassanti o farmaci neurotrofici (sempre dopo prescrizione medica).
Per quanto riguarda la fisioterapia, in caso di ernia del disco, verranno utilizzati prevalentemente macchinari ad alta tecnologia, tecniche di terapia manuale ed esercizio terapeutico.
Qualora il trattamento conservativo non fosse sufficiente si può valutare l'intervento chirurgico, ma, per fortuna, i casi che richiedono un intervento di tipo invasivo sono la minoranza e riguardano, soprattutto, situazioni in cui si evidenzia un deficit di forza degli arti inferiori.
Il metodo McKenzie è stato sviluppato negli anni '60 da Robin McKenzie, un fisioterapista neozelandese, il quale ha notato che l'estensione della colonna vertebrale è in grad odi dare sollievo dal dolore a determinati pazienti e consentirgli di tornare alle normali attività quotidiane.
L'approccio McKenzie prevede fisioterapia e esercizio terapeutico utilizzato al fine di estendere la colonna vertebrale, in modo da aiutare a "centralizzare" il dolore del paziente spostandolo dalle estremità (gamba o braccio) alla schiena. Si è visto, infatti, che Il mal di schiena è generalmente meglio tollerato del dolore alle gambe o alle braccia e la teoria dell'approccio è che la centralizzazione del dolore consente di trattare la fonte del dolore piuttosto che i sintomi. L'obiettivo del metodo McKenzie è insegnare ai pazienti che soffrono di mal di schiena come curarsi e gestire il dolore per tutta la vita, utilizzando l'esercizio. Altri obiettivi includono:
Il metodo Mckenzie non guarisce l’ernia del disco, piuttosto agisce sui sintomi migliorando notevolmente la qualità di vita del paziente.
Fisioglobe, studio di fisioterapia a Roma zona Aurelia, è in grado di consigliarti e seguirti nel caso avessi intenzione di approfondire e provare gli esercizi McKenzie per il tuo problema di ernia del disco. Una terapia cucita sulla tua persona e sulle tue esigenze… la salute su misura per te!
Il mal di schiena da artrosi lombare è una patologia caratterizzata da degenerazione delle articolazioni della bassa schiena, in particolare la zona danneggiata è la cartilagine delle vertebre che vanno dalla prima alla quinta lombare.
L'artrosi lombare è una patologia degenerativa che riguarda la parte bassa della schiena. Sul retro di ciascuna vertebra sono presenti due faccette articolari che collegano le ossa della colonna vertebrale e consentono un piccolo movimento. L'usura di queste faccette articolari provoca la rottura della cartilagine tra i due lati ossei. Senza cartilagine, le parti ossee dell'articolazione si sfregano insieme mentre la colonna vertebrale si muove e quindi l'articolazione perde movimento e il tessuto circostante si consuma.
La cartilagine delle articolazioni si assottiglia normalmente con l'età, ma se si ha l'artrosi lombare viene meno il normale processo del corpo di riparare i danni alle articolazioni. Quando il corpo non riesce a riparare i danni alla cartilagine, l'intera articolazione può risentirne, incluse ossa, tendini e legamenti.
L'artrosi della colonna vertebrale non sempre provoca mal di schiena. L'artrosi lombare è causa comune di lombalgia nelle persone di età superiore ai 60 anni Anche gli individui più giovani possono sperimentare artrosi della colonna vertebrale, solitamente in seguito ad una lesione o un trauma all'articolazione.

I primi segni di artrosi alla colonna lombare sono, solitamente, dolore e rigidità alla schiena. I sintomi dell'artrosi lombare variano da persona a persona. I più comuni sono:
Il dolore tende a peggiorare al mattino, alla fine della giornata o quando si muove la schiena in un certo modo. Alcune persone avvertono dolore di notte talmente forte che le sveglia. L'artrosi della colonna se è abbastanza grave da colpire i nervi spinali può anche causare dolore, debolezza o intorpidimento alle gambe o alle braccia.
I sintomi causati dall'artrosi lombare possono essere trattati senza intervento chirurgico, soprattutto se la diagnosi viene fatta in una fase iniziale della malattia. Quando si escogita una strategia di trattamento con un operatore sanitario, tenere a mente: la fisioterapia e l'esercizio fisico fanno parte di quasi tutti i piani di trattamento. Gli esercizi assegnati possono adattarsi alle capacità fisiche e ai livelli di dolore di una persona.
Rimedi consevativi possono essere la dieta (il sovrappeso aumenta il carico sulla colonna vertebrale), l'attività fisica leggera per stimolare le articolazioni, cambiare la postura, scarpe comode e supporti plantari.
Mantenere i muscoli e le ossa forti sosterrà le articolazioni. Continuare a muoversi è un modo importante per ridurre il dolore causato dall'artrosi. L'esercizio fisico aiuta anche a raggiungere e mantenere un peso sano, che ridurrà lo sforzo sulla colonna vertebrale e sulle gambe. La fisioterapia può aiutare molto in questo, preparando un piano di trattamento personalizzato che prevede l’esecuzione di esercizi terapeutici.
Fisioglobe, studio di fisioterapia a Roma zona Aurelia, è in grado di consigliarti e seguirti nel caso avessi un problema di mal di schiena da artrosi lombare. Una terapia cucita sulla tua persona e sulle tue esigenze… la salute su misura per te!
La tallonite è l'infiammazione del tallone, con conseguente dolore. Può essere provocata da molte cause, vediamo quali e cosa si puà fare per curarla. Il dolore può essere sia pulsante e fastidioso che lancinante ed assolutamente debilitante, tuttavia i casi più comuni rappresentano una via di mezzo a seconda del fattore scatenante e della gravità del caso.
L'osso del tallone è chiamato calcagno ed è una delle 7 ossa che compongono il tarso del piede.
E' situato nella parte posteriore del piede, sotto l’articolazione della caviglia, accanto a tessuti circostanti e a contatto con due ossa: l'astragalo e l'osso cuboide. Serve a fornire al piede equilibrio e movimento, ma soprattutto sostegno e stabilità. A causa della complessità anatomica del piede, in caso di dolore ai talloni, occorrerà valutare con attenzione tutte le strutture strettamente collegate al calcagno, per poter comprendere se l’origine del problema è di natura ossea, muscolare, tendinea, nervosa.
Nel calcagno, gli anatomisti riconoscono ben 6 superfici: la superficie dorsale (o superiore), la superficie plantare (o inferiore), la superficie posteriore, la superficie anteriore, la superficie mediale e la superficie laterale.

Sono molte le cause che possono provocare dolore al tallone: le cause più comuni e frequenti sono sicuramente la fascite plantare e la tendinite d'Achille.
La fascite plantare è un'infiammazione della fascia di tessuto che avvolge il nostro arco plantare del piede e si estende dalla base del tallone fino alla punta delle dita dei piedi. La fascia viene di solito irritata a causa di uno stress ripetuto o eccessivo. La cause più comuni della fascite plantare riguardano la struttura non armonica e forte del piede.
E' l'infiammazione del tendine di Achille, un tendine estremamente grande e potente, simile ad un cordone, che si attacca sulla parte postero superiore dell'osso del tallone.
Il dolore, accompagnato anche da sensazioni di tiraggio e di bruciore, si localizza spesso nella parte del tendine, il quale spesso risulterà ingrossato, e presenterà una rigidità mattutina dal polpaccio fino al tallone.
Per arrivare a una diagnosi, il medico acquisirà l'anamnesi ed esaminerà il piede del paziente. Durante l'esame fisico, il medico o il fisioterapista ispezionerà e premerà ("palpando") varie aree del piede e della caviglia, incluso il tallone, nonché la caviglia, il polpaccio e la parte inferiore della gamba. In questo modo, può verificare le aree di dolore locale, gonfiore, ematoma, eruzione cutanea o deformità. Probabilmente, dopo aver valutato se il movimento passivo di piede e caviglia provoca dolore, valuterà anche la tua andatura ed il tuo modo di camminare e effettuerà test funzionali e di carico.
Ottimi rimedi preventivi, oppure da adottare quando il dolore è appena inziato ed è lieve possono essere:
Quando il dolore aumenta e dura per parecchi giorni si può ricorrere a:
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Il dolore al piede e alla caviglia è relativamente comune e può essere causato da diverse situazioni e patologie. Vediamo in questo articolo quali sono le cause e cosa si può fare.
Il piede è la struttura anatomica posta all'estremità di ciascun arto inferiore del corpo umano, e possiede una struttura alquanto complessa, che include numerose ossa, articolazioni, legamenti, muscoli e tendini.
Il piede svolge un'importante funzione di supporto per tutto il corpo umano, e anche anche un fondamentale ruolo nel meccanismo di locomozione.
Le ossa del piede si dividono in tre gruppi: le ossa tarsali, le ossa metatarsali e le falangi. A livello tarsale, sono rilevanti 4 articolazioni: la caviglia, l'articolazione sottotalare, l'articolazione talonavicolare e l'articolazione calcaneocuboide.
I legamenti più importanti dei piedi sono: la fascia plantare, il legamento plantare calcaneo-navicolare e il legamento calcaneo-cuboide.
Gli elementi muscolari del piede si dividono in due categorie: i muscoli estrinseci - che sono legati, da una parte, a un osso della gamba e, dall'altra parte, a un osso del piede - e i muscoli intrinseci - che prendono posto totalmente sul piede.

Il punto esatto del dolore nel piede è uno degli indizi principali sulle possibili cause. Quando c'è dolore, il corpo reagisce cambiando il modo in cui si muove o funziona nel tentativo di ridurre il più possibile il dolore: per questo motivo, queste compensazioni e cambiamenti biomeccanici possono impedire il normale movimento corporeo, causando ulteriori lesioni al piede od ad altre parti del corpo, agli arti inferiori come dolore alle gambe o colonna vertebrale.
Se il dolore è localizzato sul tallone, estendendosi a volte anche su tutta la pianta del piede, ci potremmo trovare difronte ad una fascite plantare: un'irritazione o un'infiammazione della fascia di tessuto connettivo che collega le dita dei piedi all'osso del tallone. Di solito il dolore è più intenso al mattino ed al risveglio, e diminuisce dopo aver fatto qualche passo.
Gli speroni calcaneari sono un'altra fonte di dolore ai piedi: si tratta di escrescenze anormali di osso sul fondo del tallone. Possono formarsi indossando scarpe non adeguate per periodi prolungati oppure svilupparsi in seguito ad una postura anormale ed a microtraumi ripetuti al piede, come quelli che derivano da attività come la corsa.
La metatarsalgia è un'infiammazione nella parte inferiore e frontale del metatarso, nell'avampiede. Le cause possono essere numerose, per questo motivo un esame clinico specifico permette di fare una diagnosi corretta e di conseguenza il percorso terapeutico adeguato. Il dolore solitamente peggiora quando si cammina e si riduce con il riposo.
Il neuroma di Morton è una patologia che provoca un ispessimento del tessuto attorno ai nervi che si trovano alla base delle dita dei piedi e che causa solitamente dolore, sensazioni anomale ed intorpidimento sopra o sotto la pianta del piede.
La borsite è l'infiammazione di una borsa, ovvero una sacca piena di liquido con la funzione di cuscinetto per separare le ossa tra di loro o dalle altre parti del corpo, come tendini o muscoli. La borsa facilita i movimenti del tendine sopra l'osso, contrastando l'attrito e impedendo al tendine di deteriorarsi continuamente a causa dello sfregare contro l'osso.
La tendinite è un'infiammazione acuta a danno del tendine, la struttura che unisce il muscolo corrispondente all’osso. I tendini che regolano i movimenti del piede sono particolarmente lunghi, e spesso vanno incontro ad un’infiammazione della struttura che li circonda, provocando dolore al piede in molte posizioni diverse.
La riabilitazione funzionale e l’allenamento terapeutico rappresentano uno dei migliori rimedi per molte patologie del piede. Purtroppo non esistono esercizi che vanno bene per tutti i tipi di disturbo, quindi è necessario fare un attenta diagnosi prima di iniziare un programma di esercizi. Se la causa del dolore ai piedi è la fascite plantare o l'infiammazione del tendine d’Achille, esistono semplici esercizi da poter fare autonomamente che permettono di allungare i muscoli dell’arcata plantare ed il tendine, alleviando così il fastidio e prevenendo lesioni future.
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