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Mal di schiena negli sportivi: cause e soluzioni efficaci

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Categoria: Uncategorised
Pubblicato: 30 Novembre -0001
Visite: 2346

Mal di schiena negli sportivi: cause e soluzioni efficaci

Il mal di schiena è uno dei dolori più comuni tra gli sportivi, a causa del continuo sforzo e degli allenamenti intensi che possono portare a sovraccarichi e traumi ripetuti. In generale, qualsiasi sia l’attività, è importante salvaguardare la schiena.

Lo sport è fondamentale per la nostra salute, e i dolori non ci devono far rinunciare alle attività sportive. Piuttosto è importante imparare a conoscere il proprio corpo, i propri limiti, gestire correttamente i movimenti e, se necessario, ricorrere alla fisioterapia.

In quest’articolo vediamo come il dolore alla schiena coinvolge chi pratica sport, e cosa fare per risolvere questo problema. Che può diventare piuttosto limitante.

Terapia mirata per mal di schiena

Quando il dolore alla schiena coinvolge gli sportivi

Le persone che praticano sport sono le più soggette al mal di schiena. Se i movimenti non sono ben controllati, e se non si ha la preparazione adatta, le conseguenze possono essere davvero spiacevoli. Per chi pratica sport, infatti, è importante imparare a conoscere il proprio corpo per calibrare la forza.

Cosa fare per salvaguardare la schiena?

Ogni sport ha un impatto diverso sul nostro corpo, ci sono attività che più di altre possono incidere negativamente sulla schiena. Ma per tutte, valgono le regole universali che ogni atleta dovrebbe seguire con attenzione:

  • Rafforzare e mantenere forti i muscoli addominali,
  • Mantenere la zona riscaldata,
  • Evitare, quando è necessario il sovraccarico. Quindi non strafare.

Quali sport possono causare dolore e come intervenire

Come accennato, tutti gli sport possono avere un forte impatto sulla schiena, perché è lì che si concentrano le forze.

Ovviamente, alcune attività rispetto ad altre sono più impattanti a carico della schiena, e le probabilità di sviluppare danni sono maggiori. Come:

  • Sollevamento pesi – può mettere una pressione eccessiva sulla colonna vertebrale e i muscoli della schiena.
  • Ginnastica artistica – include salti, atterraggi e movimenti che richiedono un estremo controllo e preparazione.
  • Sport di contatto – come rugby o arti marziali che comportano violenti scontri fisici.

Queste attività sono alcuni esempi di sport che caricano la schiena di un forte sforzo. Tuttavia, anche una disciplina delicata come la danza, se non eseguita con attenzione e preparazione, può causare dolori e disagio. Non è raro, infatti, che molte danzatrici ricorrono alla fisioterapia per curare una lombalgia.

Ma quindi lo sport è pericoloso per la nostra schiena?

Lo sport non è pericoloso, una vita sedentaria e priva di movimento può essere pericolosa per la salute della schiena. Ma lo sport, se praticato con la giusta tecnica, la giusta consapevolezza e un supporto fisioterapico al bisogno, non comporta alcun rischio.

Come salvaguardare la schiena

Gli sportivi, o chi pratica sport a livello amatoriale può fare molto per salvaguardare la salute della schiena. Ecco alcune misure preventive:

  • Ascoltare il proprio corpo e non forzare movimenti che causano dolore.
  • Aumentare l’intensità dell’attività fisica in maniera graduale.
  • Per qualsiasi sport è importante imparare la giusta tecnica.

È possibile integrare all’attività sportiva alcune discipline conosciute proprio per l’effetto positivo che hanno sulla schiena. Adatte a tutte le persone che accusano dolore, indicate non solo per gli sportivi. Come:

  • Pilates – rafforza i muscoli, migliora la postura e aumenta la flessibilità.
  • Yoga – migliora la flessibilità e la consapevolezza del corpo.
  • Stretching – se fatto quotidianamente, riduce la tensione muscolare.
  • Nuoto - allena tutto il corpo senza impattare sulla schiena e sulle articolazioni.

Dove non può arrivare la nostra capacità di salvaguardare la salute della schiena, deve intervenire uno specialista. In questo caso, la fisioterapia può essere la soluzione decisiva al problema

La fisioterapia come rimedio al mal di schiena da sport

La fisioterapia è un’arma vincente per superare il mal di schiena. Attraverso una valutazione mirata, il professionista può creare un programma personalizzato e aiutare chi ne è coinvolto a tornare in forma:

  • Tecniche manuali per aiutare la mobilità delle articolazioni e sciogliere tensioni muscolari.
  • Esercizi per rafforzare i muscoli del core, che supportano la colonna vertebrale.
  • Esercizi per migliorare la propriocezione del corpo, l’equilibrio e la coordinazione.
  • Ultrasuoni per ridurre il dolore e velocizzare la guarigione.
  • Terapia con calore e freddo per ridurre l’infiammazione.

Durante il trattamento è importante non interrompere l’attività fisica, ma regolarla per evitare ulteriori problemi, mantenere l’equilibrio muscolare e non perdere le performance precedenti.

Cosa può fare Fisioglobe

Fisioglobe, studio di fisioterapia a Roma zona Aurelia, è in grado di consigliarti e seguirti nel caso avessi un problema di mal di schiena da sport. Una terapia cucita sulla tua persona e sulle tue esigenze… la salute su misura per te!

https://www.youtube.com/shorts/-yd6ocEava4

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Dolore alla schiena e vita sedentaria: conseguenze

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Pubblicato: 30 Novembre -0001
Visite: 2613

Dolore alla schiena e vita sedentaria: conseguenze

Il dolore alla schiena può colpire chiunque, soprattutto le persone che conducono una vita sedentaria. Spesso trascorriamo molto tempo seduti davanti a un pc o alla guida di un’auto, assumendo anche posture scorrette. Questo non fa che agevolare l’insorgenza di problemi a carico della schiena, con conseguente dolore.

Per prevenire questa condizione, spesso debilitante, è opportuno raccogliersi del tempo per fare attività fisica. Se il movimento e l’esercizio fisico non dovessero risolvere il problema, diventa necessaria la fisioterapia.

In quest’articolo affrontiamo l’argomento sul mal di schiena causato dalla vita sedentaria e vediamo come agire.

Persona seduta alla guida di un trasporto pubblico

Sedentarietà: cause e rischi

Spesso associamo il mal di schiena alla lombalgia generica, caratterizzata da dolore lombare e difficoltà nei movimenti, soprattutto al mattino o dopo lunghi periodi di inattività. Le persone che conducono una vita sedentaria facilmente sviluppano mal di schiena. Vediamo le cause principali.

  • Debolezza muscolare – quando si sta seduti per lungo tempo, i muscoli della schiena si indeboliscono portando difficoltà nel supportare in maniera adeguata la colonna vertebrale, causando dolore.
  • Cattiva postura – molte persone tendono a sedersi in modo scorretto, curvandosi in avanti o piegandosi di lato. Queste posizioni stressano la colonna vertebrale e anche i dischi e i legamenti ne risentono.
  • Compressione dei dischi intervertebrali – sedersi per lunghi periodi causa pressione sui dischi intervertebrali, e con il tempo può contribuire alla loro degenerazione, causando dolore lombare.
  • Riduzione della circolazione sanguigna – stare seduti a lungo può ridurre la circolazione sanguigna nei muscoli e nei tessuti della schiena, riducendo l’apporto di ossigeno importante per mantenere sani i tessuti.
  • Rigidità articolare – una vita sedentaria favorisce la rigidità dei muscoli, riducendo così la flessibilità e aumentando il rischio di lesioni. Inoltre, la rigidità può contribuire al dolore alla schiena.

Rischi della sedentarietà sulla schiena

I rischi che si sviluppano da una vita sedentaria possono essere molti e non devono in alcun modo essere trascurati. Trascurare un dolore, anche se minimo, può peggiorare la situazione e portare a problemi più seri. In generale, i rischi per la schiena sono:

  • dolore cronico,
  • ernia del disco,
  • degenerazione dei dischi,
  • atrofia muscolare.

Tutte condizioni che è bene riconoscere in tempo e agire immediatamente.

Come agire sul dolore alla schiena

Sebbene il trattamento del dolore infiammatorio sia essenziale, è fondamentale migliorare la postura e l'ergonomia durante le attività lavorative. Inoltre, è bene rafforzare i muscoli che sostengono la colonna vertebrale per migliorare la stabilità.

Inoltre, per diminuire le probabilità di dolori alla schiena causati da una vita sedentaria, è possibile correggere le proprie abitudini.

  • Fare pause regolari per alzarsi e muoversi.
  • Fare esercizi di stretching e rafforzare i muscoli della schiena.
  • Mantenere una buona postura mentre si è seduti.
  • Usare sedie ergonomiche per il corretto supporto della schiena.
  • Integrare attività fisica regolare nella vita quotidiana.

Questo approccio è cruciale per chi trascorre molto tempo seduto: mantenere una buona postura oltre a rafforzare la muscolatura è, infatti, un modo per prevenire il mal di schiena.

Il ruolo della fisioterapia nel mal di schiena

Se correggere la postura non basta è importante rivolgersi a uno specialista. In questo caso, la fisioterapia è la giusta strada da percorrere se si vuole eliminare il problema del mal di schiena da vita sedentaria.

Come agisce la fisioterapia sui dolori alla schiena

È importante una prima valutazione per conoscere le cause specifiche. Dopo aver analizzato la postura, la forza muscolare, la flessibilità e la mobilità articolare, il fisioterapista può procedere con dei trattamenti mirati:

  • Trattamenti manuali che includono tecniche per migliorare la mobilitazione della schiena e ridurre la rigidità.
  • Manipolazione vertebrale per migliorare l’allineamento e ridurre il dolore.
  • Massaggio terapeutico per ridurre la tensione e migliorare la circolazione sanguigna.

Il fisioterapista, inoltre, può insegnare al paziente quali sono i giusti esercizi da fare a casa. Insieme a tecniche di rilassamento per ridurre la tensione dei muscoli.

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Fisioglobe, studio di fisioterapia a Roma zona Aurelia, è in grado di consigliarti e seguirti nel caso avessi dolori alla schiena causati da una vita sedentaria. Una terapia cucita sulla tua persona e sulle tue esigenze… la salute su misura per te!

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Spine 3D: strumento per l'analisi corretta della postura

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Pubblicato: 30 Novembre -0001
Visite: 3048

Spine 3D: strumento per l'analisi corretta della postura

Le anomalie della colonna vertebrale sono una delle principali cause di postura scorretta e dolore alla schiena. Per individuare eventuali alterazioni posturali, esiste spine 3D: uno strumento sofisticato per l'analisi della postura che ricostruisce la colonna vertebrale in formato tridimensionale.

In questo modo è possibile analizzare con precisione la spina dorsale e monitorare i cambiamenti della postura. In questo articolo vediamo cos’è spine 3D e come le terapie risultano più efficaci grazie a questo strumento.

spine dorsali visibili tramite spine 3D

Analisi posturale per un trattamento mirato

Spine 3D è il nuovo sistema non invasivo di rilevamento tridimensionale della spina dorsale, che permette un’accurata valutazione dei problemi presenti nella colonna ed eventuali alterazioni posturali. Ecco i principali vantaggi:

  • Assenza di radiazioni: evita rischi associati all’esposizione a radiazioni, ideale per esami ripetuti. In particolare, nei bambini, negli anziani e nelle donne in gravidanza.
  • Valutazione completa: grazie alla visione tridimensionale, consente di individuare anomalie posturali o scheletriche che potrebbero sfuggire a esami tradizionali.
  • Monitoraggio posturale: utile per il controllo dell’evoluzione di patologie come la scoliosi e per pianificare interventi correttivi.

Questa tecnologia può monitorare i cambiamenti della postura durante la riabilitazione, e assicurarsi che il paziente adotti posizioni corrette che favoriscano la guarigione, evitando problemi in futuro.

Rilevamento tridimensionale della spina dorsale

Grazie agli scanner ottici viene creata un’immagine tridimensionale della superficie della schiena per ricostruire la colonna sullo schermo in ogni sua parte, senza usare radiazioni.

Questa tecnologia analizza la postura del paziente e valuta la posizione e l’allineamento della colonna lungo i tre piani anatomici che descrivono i movimenti della spina dorsale:

  • asse sagittale per i movimenti di flessione ed estensione,
  • asse frontale per i movimenti di flessione laterale,
  • asse laterale per i movimenti di roteazione.

Questo tipo di analisi è utile per diagnosticare e monitorare le condizioni che riguardano la colonna vertebrale, come:

  • cervicalgia: dolore nella zona cervicale,
  • dorsalgia: dolore nella zona dorsale,
  • lombalgia: dolore nella zona lombare,
  • scoliosi: curvatura laterale anomala della colonna vertebrale,
  • mal di schiena: cause generiche,
  • dismetria del bacino: differenza di lunghezza o posizione tra le due metà del bacino che può influire sulla colonna.

In ambito fisioterapico, le terapie risultano più efficaci grazie a questo strumento. Il professionista è in grado di monitorare l'evoluzione di disturbi legati alla colonna vertebrale e trattare il problema in modo mirato.

Scansione 3D per trattare la colonna vertebrale

Una volta identificata la causa del problema, grazie alla scansione 3D, il fisioterapista può procedere con il trattamento. Vediamo la procedura:

  • Posizionamento del paziente – l’esame si esegue in piedi per valutare l’allineamento della colonna vertebrale in posizione naturale.
  • Diagnosi e trattamento – dopo aver analizzato la spina dorsale, il fisioterapista può procedere con un trattamento mirato che può includere esercizi per migliorare la postura, terapie manuali o terapie strumentali.
  • Monitoraggio – il paziente viene tenuto sotto controllo per adattare il trattamento in base ai risultati.

Grazie a spine 3D e all’analisi posturale avanzata è possibile identificare il problema e costruire un percorso fisioterapico mirato.

Cosa può fare Fisioglobe

Fisioglobe, studio di fisioterapia a Roma zona Aurelia, è in grado di consigliarti e seguirti nel caso avessi dolori alla schiena, grazie al sistema avanzato spine 3D. Una terapia cucita sulla tua persona e sulle tue esigenze… la salute su misura per te!

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Esame del passo con la pedana barapodometrica

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Pubblicato: 30 Novembre -0001
Visite: 2539

Esame del passo con la pedana barapodometrica

Problemi al piede, alla caviglia, al ginocchio e anche posturali possono dipendere da un errato appoggio dei piedi a terra. Per conoscere la natura di questi problemi, è possibile eseguire un esame del passo.

Molte persone, soprattutto chi pratica sport, sono costrette a fermarsi durante l’allenamento a causa di forti dolori. Il fisioterapista può diagnosticare il problema con l’analisi del passo sulla pedana barapodometrica, una pedana dotata di sensori in grado di rilevare come viene distribuito il peso. In questo modo è possibile risalire alla causa dei dolori e risolverli con un di percorso terapia specifico.

In questo articolo spieghiamo cos’è l’esame barapodometrico e come viene eseguito dal fisioterapista.

Persona in piedi sulla pedana barapodometrica

Che cos’è l’analisi del passo e come funziona

Per esame barapodometrico si intende l’analisi del passo computerizzato. Questo esame viene eseguito su una pedana tecnologica dotata di potenti sensori in grado di analizzare e valutare la distribuzione dei carichi a terra, lo schema del passo e le pressioni del piede, sia in modalità statica che dinamica.

Inoltre, grazie sofisticate telecamere, la videografia permette di valutare il comportamento di piede e caviglia durante lo schema del passo.

A cosa serve l’esame del passo

L’esame del passo serve a valutare eventuali anomalie nel modo in cui una persona cammina e distribuisce il peso sui piedi. Ecco alcune finalità di questo strumento:

  • Analisi del passo: studia la dinamica del passo per identificare eventuali disfunzioni.
  • Prevenzione e trattamento di patologie: rileva problemi come piede piatto, alluce valgo, fascite plantare, problemi di postura ecc.
  • Personalizzazione di plantari ortopedici: i risultati dell’esame possono essere usati per creare plantari su misura che migliorino l’appoggio del piede.
  • Valutazione dell’equilibrio e della postura: misura l’equilibrio e la stabilità della persona.
  • Monitoraggio post infortunio: permette di valutare l’evoluzione della camminata dopo un trauma o un intervento chirurgico.

Grazie a questo esame è possibile diagnosticare e trattare in modo adeguato i problemi e i dolori al piede e alla caviglia, migliorando in modo significativo la qualità di vita delle persone.

Quando fare l’esame barapodometrico

L’esame barapodometrico si esegue per diversi motivi, soprattutto quando si sospettano problemi legati alla postura, alla camminata ecc. Vediamo qualche esempio di quando effettuare l’analisi della postura.

  • Quando si accusano dolori ai piedi, alle gambe o alla schiena ed è necessario determinare se c’è un problema con l’appoggio del piede o nel modo di camminare.
  • Quando si sospetta una postura errata ed è necessario determinare se l’appoggio del piede influisce in generale sulla postura.
  • Persone con problemi di deambulazione. In questo caso viene studiato come correggere il passo.
  • Nei casi di piede piatto o piede cavo, viene valutata la gravità per decidere il trattamento più adeguato.
  • In presenza di patologie come l’alluce valgo, la fascite plantare, l’artrosi delle articolazioni del piede o delle ginocchia, si può monitorare la distribuzione del carico sul piede.

In generale, l’analisi del passo viene eseguita quando si sospetta un’anomalia nell’appoggio del piede, e nei casi di dolori ai piedi e alla caviglia.

Come si fa l’esame del passo

L’esame del passo attraverso la pedana barapodometrica può essere eseguito da un fisioterapista. Vediamo la procedura:

  1. l’esame si svolge a piedi nudi su una pedana sensibile alla pressione, dotata di sensori che rilevano la distribuzione delle pressioni esercitate dal piede.
  2. Il pazienta viene posizionato in piedi sulla pedana che, grazie ai sensori, rileva le aree di maggiore o minore pressione e consente di verificare se il peso è distribuito in modo corretto.
  3. Successivamente, il paziente viene invitato a camminare sulla pedana in modo da capire come distribuisce il passo durante il movimento, registrando la variazione di pressione sotto il piede.
  4. Una volta completato l’esame vengono raccolti i dati che mostrano eventuali squilibri o punti di sovraccarico.
  5. Il fisioterapista, sulla base di questi risultati, può formulare una diagnosi e procedere con un trattamento mirato.

Grazie all’esame barapodometrico è possibile risalire all’origine del dolore del piede e della caviglia, risolvendo il problema nel modo più soddisfacente possibile e tornando a una vita normale e attiva.

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https://www.youtube.com/watch?v=JQCawSAKwDU

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Problemi alla caviglia a seguito di un trauma: come agire

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Pubblicato: 30 Novembre -0001
Visite: 2633

Problemi alla caviglia a seguito di un trauma: come agire

Incidenti, traumi e problemi alla caviglia possono capitare a tutti, non solo agli sportivi. Il gonfiore, l’impossibilità di caricare il peso e la perdita di stabilità sono i primi segnali che presenta un infortunio alla caviglia. È importante quindi riconoscere i sintomi e intervenire subito per evitare che il problema diventi cronico, fino a compromettere la qualità di vita.

Ignorare i sintomi può portare instabilità articolare e limitazioni permanenti, per questo un percorso di fisioterapia può aiutare a risolvere il problema gradualmente e in modo efficace.

Vediamo cos’è il trauma alla caviglia, come intervenire e recuperare in modo efficace.

Dolore localizzato all'altezza della caviglia

Cos’è il trauma alla caviglia e come si verifica

Il trauma alla caviglia è un problema che può interessare ossa, legamenti, tendini o muscoli a seguito di un colpo, una torsione o un movimento brusco. Il trauma alla caviglia può essere lieve o più grave, in base al tipo di infortunio subìto.

Il danno alla caviglia si può manifestare in diversi modi:

  • Dolore: si può avvertire subito dopo il trauma o solo durante il movimento del piede. In alcuni casi è possibile avvertire dolore anche senza movimento.
  • Gonfiore: può essere limitato alla caviglia o estendersi al piede e alla gamba.
  • Lividi: possono formarsi attorno alla caviglia o sul piede, a seguito di un sanguinamento interno.
  • Instabilità: difficolta o impossibilità di camminare, con la sensazione che la caviglia possa cedere all’improvviso.
  • Rigidità: impossibilità di muovere la caviglia a causa dell’eccessivo gonfiore.

Nei casi più gravi è possibile, inoltre, osservare un’evidente deformità dovuta a frattura o lussazione. A ogni modo, i sintomi variano molto a seconda del tipo di trauma subìto. Per questo è importante tenere la situazione sotto controllo.

Problemi alla caviglia che si verificano a seguito di un trauma

I traumi alla caviglia si possono verificare a seguito di incidenti, cadute, torsioni, durante un allenamento ma non solo. I problemi alla caviglia non interessano solo chi pratica sport, ma possono coinvolgere chiunque e in diverse situazioni.

In base alla situazione, si possono manifestare traumi più o meno gravi. Vediamo quali:

Traumi lievi o moderati:

  • Distorsione di primo grado: si verifica a seguito di una torsione e provoca uno stiramento dei legamenti senza rottura, ma solo gonfiore e dolore.
  • Contusione: danno da colpo diretto come un forte impatto che causa dolore e gonfiore, ma non danni strutturali.
  • Tendinite: infiammazione dei tendini causata da un continuo sovraccarico o movimenti ripetitivi, che causa dolore durante l’attività.
  • Consumo cartilagineo: deterioramento della cartilagine che riveste le articolazioni della caviglia. Tipico di un sovraccarico o trauma ripetuto.
  • Edema osseo: infiammazione ossea dovuta all’accumulo di liquido all’interno dell’osso, dovuto a sovraccarico o a microtraumi.

Traumi gravi:

  • Distorsione di secondo grado: parziale rottura dei legamenti, gonfiore e difficoltà a camminare.
  • Distorsione di terzo grado: totale rottura dei legamenti, instabilità articolare e incapacità di camminare.
  • Frattura della caviglia: rottura di una o più ossa della caviglia che provoca dolore intenso, gonfiore, deformità e impossibilità di camminare senza aiuto.
  • Lesioni legamentose: rottura parziale o completa dei legamenti della caviglia, causata da un movimento brusco o a una torsione.
  • Rottura del tendine d’Achille: lesione grave con rottura del tendine che causa dolore acuto e incapacità di muoversi.

In questi casi, semplici gesti quotidiani come camminare diventano difficili, se non impossibili.

Il ruolo della fisioterapia per il trauma alla caviglia

La fisioterapia ha un ruolo fondamentale per trattare i traumi alla caviglia. Vediamo qual è l’approccio fisioterapico corretto e come si procede per affrontare il problema.

Trattamento dei sintomi e ripristino del carico

Il primo passo consiste nel focalizzarsi sui sintomi:

  • Riduzione del dolore con ghiaccio o drenaggio linfatico.
  • Ripristino del carico attraverso la stimolazione della pompa vascolare per ridurre l’infiammazione.

Reset della mobilità e corretto schema del passo

Una volta gestiti i sintomi iniziali, si lavora sul movimento:

  • Esercizi di mobilizzazione e stretching per recuperare il movimento.
  • Eliminazione della zoppia e correzione dell’allineamento del piede e della gamba.

Rinforzo dell’articolazione

Il rinforzo muscolare è cruciale per la stabilità della caviglia:

  • Esercizi per rinforzare i muscoli attorno alla caviglia.
  • Attività per migliorare la propriocezione e la consapevolezza della posizione della caviglia.

Adattamento al carico e prevenzione delle recidive

È importante preparare l’articolazione a gestire le sollecitazioni quotidiane:

  • Esercizi per aumentare la forza e la capacità di sostenere il peso.
  • Allenamenti specifici per garantire che la caviglia riesca a gestire i movimenti quotidiani.

Per assicurare una buona ripresa della caviglia è importante non trascurare il recupero, poiché la stabilità della caviglia è fondamentale per non rischiare altri infortuni futuri. Solo attraverso un corretto trattamento è possibile tornare a una vita normale.

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Fisioglobe, studio di fisioterapia a Roma zona Aurelia, è in grado di consigliarti e seguirti in caso di trauma alla caviglia. Una terapia cucita sulla tua persona e sulle tue esigenze… la salute su misura per te!

 

https://www.youtube.com/shorts/9SshSeccYwQ

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  1. Dolore al ginocchio: come curarlo e tornare in forma
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