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Lesione al tendine del dito: un problema da curare in tempo

Dettagli
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Pubblicato: 30 Novembre -0001
Visite: 2419

Lesione al tendine del dito: un problema da curare in tempo

La mano è uno degli strumenti più usati del nostro corpo, e quando una parte viene compromessa, ne risente la mobilità. Uno dei principali problemi lo possiamo trovare nel dito, che può andare incontro a una lesione. In questo caso sopraggiunge un forte dolore e l’impossibilità di muoverlo correttamente. Questo problema non deve essere trascurato, ma va affrontato quanto prima per evitare un peggioramento.

Grazie alla fisioterapia è possibile recuperare appieno la funzionalità del dito e ripristinare il movimento senza dolore. È importante riconoscere i segnali di un dito lesionato e rivolgersi quanto prima a un professionista, solo così è possibile affrontare il problema con successo.

mano di una donna con dolore localizzato sull'anulare

Tendine del dito: cosa succede quando si lesiona

Le dita sono una delle parti del corpo più utilizzate, composte da diverse strutture che lavorano insieme per permetterne il movimento. Sono formate da ossa, articolazioni, tendini e legamenti, muscoli, vasi sanguigni e nervi.

Ogni dito è formato da tendini che provengono da muscoli che si trovano principalmente nell'avambraccio. Questi tendini si estendono lungo le falangi del dito per permettere flessione, estensione e altri movimenti. I tendini delle dita sono cruciali per il funzionamento della mano: consentono sia movimenti ampi che fini, e permettono alle dita di eseguire molte attività quotidiane.

Cosa succede quando si lesiona il tendine del dito

Quando un tendine del dito si lesiona, può compromettere gravemente la funzionalità del dito. La lesione di un tendine può avere diverse cause, come un trauma o un'usura nel tempo.

Le conseguenze di una lesione al tendine del dito dipendono dalla gravità del danno. Ci sono due tipi principali di lesioni ai tendini delle mani:

  1. Lesione da estensione: Il tendine estensore si trova sul lato dorsale del dito e consente l'estensione. Una lesione a questo tendine è spesso il risultato di un trauma, come una distorsione o un impatto diretto. Il danno al tendine estensore porta a una condizione in cui il dito non riesce a estendersi correttamente, rimanendo piegato.
  1. Lesione da flessione: Il tendine flessore si trova sulla parte palmare del dito e consente la flessione. Una lesione a questo tendine può causare la difficoltà o l'incapacità di piegare il dito, portando a una condizione in cui la punta del dito rimane estesa mentre le articolazioni più vicine si piegano.

Le lesioni al dito possono avere diversi gradi: lesioni lievi, lesioni moderate e lesioni gravi che comporta lo strappo completo del tendine.

Tipi di lesione del dito

Le lesioni al tendine del dito possono essere di diversi tipi, a seconda del tipo di infortunio, della gravità e della zona interessata del tendine. I principali tipi di lesione ai tendini delle dita includono:

  • Lesioni da uso eccessivo o usura: queste sono lesioni causate da movimenti ripetitivi che stressano i tendini nel tempo, come infiammazione o degenerazione del tendine.
  • Lesioni traumatiche acute: queste lesioni si verificano quando un trauma improvviso danneggia il tendine. Può comportare rottura del tendine, dito bloccato, difficoltà a piegare il dito.
  • Distacco del tendine dall'osso: a volte il tendine si stacca dall'osso in seguito a un trauma violento. Questo tipo di lesione richiede generalmente un intervento chirurgico.
  • Dito a scatto o "trigger finger": è una condizione in cui un tendine del dito si infiamma e si blocca all'interno della sua guaina, causando un movimento "a scatto" quando si cerca di muovere il dito.
  • Lesioni parziali o complete ai tendini: il tendine può danneggiarsi ma non strapparsi, o in alcuni casi può strapparsi completamente.
  • Fratture e lesioni tendinee insieme: in alcuni casi, una frattura ossea può danneggiare anche il tendine, complicando la guarigione e richiedendo un trattamento specifico.

Sintomi dolorosi, o impossibilità di muovere il dito, richiedono una valutazione adeguata. Ignorare il problema può danneggiare ulteriormente il tendine e causa problemi a lungo termine. La fisioterapia può essere la strada giusta da percorrere per trattare correttamente la lesione tendinea al dito.

Come curare la lesione al tendine del dito

La fisioterapia per una lesione al tendine del dito utilizza diverse tecniche per ridurre il dolore, ripristinare la mobilità e rinforzare il tendine. Ecco le principali:

  • Gestione del dolore e infiammazione: ghiaccio e la compressione per ridurre il gonfiore, riposo e immobilizzazione temporanea.
  • Mobilizzazione e recupero del movimento: stretching passivo per prevenire rigidità. Massaggio e manipolazione per migliorare la circolazione e favorire la guarigione.
  • Rafforzamento: esercizi di rinforzo per recuperare forza nel tendine e nei muscoli circostanti.
  • Tecniche avanzate: taping per supportare e stabilizzare il dito. Ultrasuoni terapeutici per stimolare la guarigione e migliorare la circolazione.

La fisioterapia mira a ridurre il dolore, migliorando il movimento e rafforzando il tendine per tornare alla funzionalità normale.

Cosa succede se non si cura un tendine rotto

Non curare un tendine rotto del dito può portare a diverse complicazioni che compromettono la funzionalità del dito e di conseguenza la qualità della vita, con dolore cronico e potenziale deformità. È fondamentale cercare un trattamento medico tempestivo, che può includere fisioterapia, riposo e, se necessario, interventi chirurgici.

Quanto ci mette un tendine lesionato a guarire

Il tempo di guarigione di un tendine lesionato del dito dipende dalla gravità della lesione e dal tipo di trattamento adottato. In generale, per le lesioni di lieve entità il tempo di guarigione si aggira intorno alle 2-4 settimane. Nei casi più gravi, un tendine lesionato, può anche impiegare un anno per guarire completamente. Altri fattori che influenzano i tempi di guarigione sono l’età e la salute generale del paziente.

Cosa può fare Fisioglobe

Fisioglobe, studio di fisioterapia a Roma zona Aurelia, è in grado di consigliarti e seguirti in caso di dolore al tendine del dito. Una terapia cucita sulla tua persona e sulle tue esigenze… la salute su misura per te!

https://www.youtube.com/shorts/3ZnJCOZRYhI

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Allenamento personalizzato per la riabilitazione motoria

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Pubblicato: 30 Novembre -0001
Visite: 3165

Allenamento personalizzato per la riabilitazione motoria

Fare attività fisica è fondamentale per la salute: previene problemi fisici e migliora il benessere generale. Tuttavia, non tutti gli esercizi sono uguali e non sempre un approccio generico è efficace o sicuro per tutti. Ogni persona si muove in modo diverso e ha caratteristiche fisiche uniche; per questo, quando ci sono dolori, è importante considerare queste differenze e creare un allenamento personalizzato.

In questo caso, la fisioterapia valuta i movimenti quotidiani per individuare debolezze, prevenire infortuni e creare programmi di allenamento personalizzati, migliorando forza, stabilità ed equilibrio con esercizi mirati.

Donna che si allena sollevando dei pesetti

Perché è importante l’allenamento personalizzato

L'allenamento fisico è fondamentale per prevenire e risolvere problemi fisici, ma non può essere uguale per tutti. Un programma di esercizi standardizzato, seppur efficace in alcuni casi, non tiene conto delle specifiche esigenze di ogni individuo, soprattutto in presenza di dolori o limitazioni fisiche. È essenziale creare un piano personalizzato che risponda alle caratteristiche fisiche e ai movimenti quotidiani di ciascuno.

Allenamento su misura e prevenzione

Un allenamento su misura non solo aiuta a risolvere problemi fisici, ma è anche un'arma potente nella prevenzione di danni futuri. Valutare correttamente il corpo e personalizzare gli esercizi permette di mantenere un buono stato di salute a lungo termine.

Per progettare un programma di allenamento efficace, è importante valutare i movimenti che compiamo quotidianamente. Azioni apparentemente semplici, come alzarsi dal letto o piegarsi per raccogliere qualcosa da terra, rivelano molto su come il corpo si muove e dove può esserci una debolezza o un’area di miglioramento.

L’approccio fisioterapico: analisi personalizzata

La fisioterapia gioca un ruolo cruciale nell'individuare e risolvere i problemi fisici legati ai movimenti quotidiani, creando un programma di allenamento personalizzato. Ecco come si sviluppa questo approccio:

  • Test e valutazione per comprendere il corpo: la fisioterapia utilizza test semplici e ripetibili che analizzano i movimenti quotidiani, come alzarsi dal letto, sedersi, o piegarsi per raccogliere un oggetto da terra. Questi test aiutano a identificare disfunzioni o debolezze muscolari, fornendo una base per sviluppare un programma di allenamento mirato.
  • Riconoscere debolezze e disfunzioni: ogni corpo compensa le debolezze in determinate aree, il che può portare a squilibri muscolari e articolari. La fisioterapia identifica queste debolezze e disfunzioni, correggendole attraverso esercizi personalizzati che migliorano la postura e la funzionalità motoria.
  • Prevenire infortuni con un approccio mirato: la prevenzione è uno degli aspetti fondamentali della fisioterapia, che non si limita a trattare il dolore, ma lavora per evitare che problemi futuri si presentino. Migliorare stabilità, forza e coordinazione attraverso esercizi personalizzati riduce il rischio di infortuni e favorisce una salute fisica duratura.

In questo modo, la fisioterapia diventa uno strumento fondamentale per una salute fisica ottimale e per il mantenimento di una vita attiva e senza dolore.

Dolore alla schiena ed esercizi personalizzati

Uno dei problemi più comuni è il dolore alla schiena. Se prendiamo come esempio una condizione di lombosciatalgia, questo disturbo può essere molto limitante, impedendo non solo le attività quotidiane ma anche l’esecuzione di allenamenti regolari. La fisioterapia, in questi casi, può intervenire con un approccio mirato. Vediamo come.

  • Terapia per il dolore: il primo passo consiste nell’alleviare il dolore attraverso trattamenti specifici, mirati a ridurre l’infiammazione e migliorare la mobilità della colonna vertebrale.
  • Valutazione funzionale: una volta ridotto il dolore, si eseguono test per analizzare le competenze motorie, individuare debolezze muscolari e valutare il rischio di infortuni futuri.
  • Esercizi terapeutici personalizzati: i dati raccolti dai test permettono di creare un programma su misura, con esercizi volti a rinforzare la colonna vertebrale, migliorare la stabilità e garantire il mantenimento dei risultati nel tempo.

Questo esempio mostra come la fisioterapia non solo aiuti a risolvere il dolore, ma si concentri anche sulla prevenzione e sul miglioramento delle performance motorie a lungo termine.

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Dolore al gomito: un ostacolo per la vita quotidiana

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Pubblicato: 30 Novembre -0001
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Dolore al gomito: un ostacolo per la vita quotidiana

Il dolore al gomito può colpire chiunque, non solo gli sportivi, anche se quest’ultimi sono i più soggetti a sollecitazioni. Questo problema porta una limitazione della funzionalità del braccio, e difficoltà a svolgere i normali compiti quotidiani. Il dolore al gomito non va quindi trascurato, ma necessita di un intervento specifico. I farmaci possono portare un temporaneo beneficio, ma ciò che fa davvero la differenza è un approccio fisioterapico, così da eliminare il problema alla base.

In questo articolo affrontiamo il tema del dolore al gomito, come nasce, cosa comporta e come tornare ad una vita senza più dolore.

Persona con dolore localizzato al gomito che tocca il punto dolente<br />

Cos’è il dolore al gomito e come nasce

Il gomito è una delle articolazioni più importanti del corpo umano, perché agisce da ponte tra polso e spalla, consentendo una vasta gamma di movimenti: dalla flessione all'estensione fino alla rotazione. Quando il polso e la spalla vanno incontro a difficoltà, e quindi a una riduzione della funzionalità, può insorgere un problema al gomito e viceversa.

I dolori al gomito possono colpire chiunque, sia sportivi che praticano attività come tennis e arti marziali, sia persone che svolgono lavori dove il gomito è sottoposto a continue sollecitazioni, come muratori o persone che trascorrono molte ore al pc.

Cause del dolore al gomito

Il dolore al gomito può derivare da diverse cause, alcune legate a movimenti ripetitivi, altre a traumi o malattie. Vediamo qualche esempio:

  • Sovraccarico: movimenti ripetitivi come nel tennis o nel golf, lavori manuali che richiedono gesti abitudinari, e postura scorretta al computer possono causare stress sui tendini causando dolore.
  • Traumi: fratture, distorsioni, lussazioni o stiramenti possono provocare dolore, in alcuni casi molto intenso, e una perdita di funzionalità.
  • Infiammazioni: stress ripetuti o traumi possono causare Infiammazioni come la borsite olecranica o le tendiniti, con dolore persistente e gonfiore.
  • Malattie degenerative: l'artrosi e l'artrite reumatoide possono causare danni al gomito nel tempo. L’usura della cartilagine e l’infiammazione cronica portano a dolore e rigidità articolare.

Il dolore al gomito può diventare invalidante, per questo è importante identificare la reale origine del problema, e rivolgersi a un professionista per evitare un peggioramento.

Problemi principali del dolore al gomito

I problemi più comuni del dolore al gomito sono quelli legati a movimenti ripetitivi e a tutte quelle attività che mettono sotto stress il gomito.

  • Epicondilite: è un'infiammazione dei tendini che si trovano sulla parte esterna del gomito. È causato da movimenti ripetuti di estensione del polso e delle dita, come nel tennis, nel golf o quando si usano attrezzi manuali.
  • Epitrocleite: in questo caso, si infiammano i tendini che si trovano sulla parte interna del gomito. È comune in chi pratica sport come il golf o fa lavori che richiedono flessioni ripetute del polso.
  • Borsite: la borsite è un'infiammazione della borsa olecranica, una piccola sacca di liquido che si trova dietro il gomito. Si infiamma a causa di traumi o di pressioni prolungate, ad esempio quando ci si appoggia troppo spesso sul gomito.
  • Tendinite inserzionale: la tendinite inserzionale riguarda l'infiammazione dei tendini nei punti in cui si attaccano all'osso, spesso all'interno o all'esterno del gomito. Questo può accadere quando i tendini sono sottoposti a stress eccessivo o a movimenti ripetitivi.

Questi disturbi sono il risultato di un uso intensivo e ripetitivo dell’articolazione e di comportamenti comuni nella vita quotidiana di molte persone. Per questo sono i più diffusi.

Conseguenze di un dolore al gomito non trattato

Un dolore al gomito non trattato può diventare cronico, riducendo la mobilità dell'articolazione. Può causare danni permanenti ai tendini o legamenti, indebolendo i muscoli e compromettendo la funzionalità del braccio. Nei casi gravi, può compromettere le attività quotidiane e professionali. Per evitare danni a lungo termine è importante intervenire in fretta. La fisioterapia, in questo caso, può risolvere il problema con successo.

Come la fisioterapia può combattere il dolore al gomito

Un comportamento comune per alleviare il dolore al gomito è quello di assumere farmaci. Sicuramente i medicinali possono risolvere il problema temporaneamente, ma per tornare a stare bene, è opportuno intraprendere un percorso di fisioterapia. Vediamo alcuni passaggi:

  • Terapie manuali: il fisioterapista utilizza tecniche manuali per ridurre il dolore e migliorare la mobilità del gomito, come il massaggio terapeutico e la manipolazione articolare.
  • Esercizi di riabilitazione: questi esercizi mirano a rafforzare i muscoli circostanti, migliorare la stabilità dell'articolazione e prevenire ulteriori danni.
  • Stretching: tecniche di stretching vengono utilizzate per aumentare la flessibilità dei tendini e dei muscoli, riducendo la tensione e migliorando la funzionalità dell'articolazione.
  • Esercizi correttivi: il fisioterapista insegna come eseguire correttamente i movimenti e migliorare la postura per evitare che il dolore ritorni, affrontando le cause sottostanti.
  • Prevenzione delle recidive: il fisioterapista educa il paziente su come evitare ulteriori infortuni, migliorando la forza e la mobilità complessiva del gomito.

Questi trattamenti fanno parte di una terapia conservativa che può aiutare a ridurre il dolore e a recuperare una vita normale. Il dolore al gomito non deve essere trascurato e non bisogna affidarsi ai farmaci, poiché non risolvono il problema alla base e, a lungo andare, possono far male alla salute.

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Lombosciatalgia: cos’è, a cosa è dovuta e come curarla

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Pubblicato: 30 Novembre -0001
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Lombosciatalgia: cos’è, a cosa è dovuta e come curarla

Fitta dolorosa, formicolio, addormentamento che parte dal gluteo e si irradia lungo la gamba. Stiamo parlando della lombosciatalgia o più comunemente sciatica: una condizione che provoca diversi sintomi – dolore o fastidio – e limita i movimenti. La lombosciatalgia può dipendere da un’infiammazione, dalla compressione di un nervo o da problemi più o meno gravi della colonna.

Chiunque può sperimentare una lombosciatalgia, comprese le persone che conducono una vita sedentaria. La fisioterapia, in queste situazioni, può aiutare chi ne è affetto a superare il problema, affrontando il dolore e tornare a una vita normale.

Spina dorsale con zona dolorante nella parte bassa della schiena<br />

Che cos’è la lombosciatalgia e come si cura

La lombosciatalgia è un dolore che coinvolge la parte bassa della schiena e si estende lungo la gamba. L’infiammazione è dovuta alla compressione del nervo sciatico, il nervo più lungo del corpo, che parte dalle due ultime vertebre lombari e i primi tre nervi spinali che si incontrano a livello del piriforme, zona gluteo, e scendono lungo la gamba nella parte anteriore e posteriore del piede.

A cos’è dovuta la lombosciatalgia

Le cause della lombosciatalgia sono molte, ma in generale dipendono dalla compressione o infiammazione del nervo, che può derivare da condizioni importanti come l’ernia, o da situazioni come stress o sedentarietà. Vediamo le cause principali:

  • Ernia del disco: una causa frequente dove il disco intervertebrale danneggiato, che si trova nella zona lombare, preme sul nervo.
  • Spondilolistesi: si verifica quando una vertebra scivola sopra un’altra, comprimendo le radici nervose spinali.
  • Sindrome del piriforme: quando un muscolo del gluteo comprime il nervo sciatico, il quale è sensibile a ogni tipo di pressione.
  • Stenosi spinale: avviene quando si restringe uno spazio nella colonna vertebrale, dove passano il midollo spinale e i nervi.
  • Tensione muscolare: i muscoli contratti possono comprimere e irritare il nervo sciatico.

Anche la mancanza di attività fisica può scatenare una lombosciatalgia. L’inattività porta a indebolire la muscolatura, specialmente quelli della schiena e del core, che sono importanti per supportare la colonna e avere una postura corretta.

Che sintomi dà la lombosciatalgia

I sintomi variano in base alla gravità della compromissione del nervo e alle condizioni scatenanti del dolore. Vediamo i sintomi più comuni della sciatica:

  • Dolore lombare di intensità variabile che si estende dalla parte bassa della schiena al gluteo e lungo la gamba, seguendo il percorso del nervo sciatico.
  • Sensazione di formicolio o intorpidimento, come degli spilli o aghi lungo il percorso del nervo. Può verificarsi lungo la gamba, fino al piede.
  • Debolezza nei muscoli della gamba o del piede. Può rendere difficile camminare o sostenere il peso corporeo.
  • Riduzione della mobilità per una risposta diretta del corpo che cerca di proteggere l’area colpita limitando i movimenti, per evitare un peggioramento del dolore.

Ogni sintomo può peggiorare con azioni come piegarsi, sedersi o tossire, che aumentano la pressione sulla zona colpita e comprimono ancora di più i nervi o le strutture spinali già irritate.

Cosa fare per alleviare il dolore della sciatica

Il dolore alla sciatica può essere gestito in modo da ridurre l’infiammazione e prevenire ulteriore stress nella zona dolorante:

  • riposo breve ma attivo, cercando di non rimanere troppo tempo a letto,
  • applicazione di ghiaccio per ridurre l’infiammazione nelle prime 48 ore,
  • dopo i primi giorni applicare una borsa dell’acqua calda per rilassare i muscoli.

Questi metodi sono efficaci per gestire il dolore nelle prime fasi, ma non per una completa guarigione. È importante rivolgersi a un professionista per considerare un piano di recupero personalizzato, evitando il fai da te ed esercizi che potrebbero peggiorare una situazione già critica.

Come curare la sciatica con la fisioterapia

La fisioterapia è il percorso adatto per curare la lombosciatalgia, perché lavora sul sintomo doloroso, sul recupero della mobilità e sul rafforzamento della colonna. Grazie a questo approccio consapevole e ben strutturato è possibile superare il dolore e recuperare una vita normale.

  1. Lavoro sul sintomo doloroso: tecniche per alleviare il dolore acuto, come terapia manuale, elettroterapia e stretching delicato, riducendo l'infiammazione e la tensione muscolare che comprimono il nervo sciatico.
  2. Recupero della mobilità: esercizi di mobilizzazione articolare e stretching per migliorare la flessibilità della colonna vertebrale, ridurre la rigidità e favorire il corretto movimento delle articolazioni.
  3. Fortificare la colonna: con esercizi mirati, si crea una base stabile che supporta la colonna vertebrale, previene ricadute e migliora la postura per ridurre lo stress quotidiano sulla schiena.

Il tempo necessario per superare il dolore alla sciatica dipende dalla gravità, dalla causa sottostante e da come reagisce il corpo del paziente. In molti casi, un trattamento fisioterapico regolare può richiedere da due a quattro settimane per notare miglioramenti. Ma per una guarigione completa è opportuno continuare il trattamento per sei/dodici settimane, soprattutto se la sciatica è causata da un’ernia del disco o da una stenosi spinale.

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Dolore lombare? Ecco 3 consigli per muoversi senza problemi

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Pubblicato: 30 Novembre -0001
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Dolore lombare? Ecco 3 consigli per muoversi senza problemi

Azioni quotidiane come: alzarsi dal letto, sedersi, allacciarsi le scarpe, sono movimenti comuni che ripetiamo più e più volte al giorno. Ma quando si ha a che fare con problemi alla schiena e dolori lombari, questi gesti iniziano a diventare un problema. Ognuno di noi può sperimentare dolori durante la flessione e i piegamenti, a prescindere dall’età e dalle attività che svolgiamo. La buona notizia è che esistono delle strategie per muoversi senza accusare alcun fastidio.

Per curare il problema alla base è opportuno andare dal fisioterapista. Ma per le azioni quotidiane, come infilare un paio di scarpe, possiamo correggere in autonomia il movimento che ci provoca fastidio o dolore. In questo articolo ti diamo 3 consigli utili per svolgere le tue normali azioni quotidiane se soffri di dolori lombari.

Dolore lombare durante i piegamenti del busto: cosa fare

Il dolore lombare è una condizione che può interessare chiunque, ma è importante capirne il problema alla base. Il dolore alla parte bassa della schiena può avere diverse cause:

  • infiammazioni e tensione muscolare a causa di sforzi eccessivi,
  • problemi posturali che mettono sotto stress la zona lombare.
  • irritazione o compressione dei nervi come nel caso di un’ernia,
  • malattie degenerative come l’artrosi.

Conoscere l’origine del dolore è importante per affrontare al meglio il problema. Le cause possono essere molte, più o meno importanti, e capirne in anticipo l’origine ci consente di inquadrare la giusta strada da prendere per una guarigione ottimale.

3 consigli su come muoversi senza dolore alla schiena

In base al problema e alla sua gravità è possibile mettere in pratica alcune strategie per accusare il meno possibile dolori durante la flessione del busto. Vediamo tre azioni quotidiane, all’apparenza banali, che possono causare dolore e cerchiamo di capire come correggere il movimento.

1 – Raccogliere le cose da terra

Raccogliere le cose da terra è un’azione semplice che facciamo in automatico, ma per molte persone può essere molto doloroso. In questo caso si può correggere il movimento piegando le ginocchia mantenendo la schiena dritta, come in uno squat. Anche gli addominali fanno la loro parte: più è pesante l’oggetto e più si rischia di caricare la schiena, per questo è importante attivare i muscoli addominali.

2 - Infilare e togliere le scarpe

Quando ci infiliamo o togliamo le scarpe pieghiamo in avanti la postura, attivando i muscoli nella zona lombare. Questo movimento, ripetuto ogni giorno, può diventare scomodo; soprattutto se la zona lombare è in qualche modo compromessa. Per ovviare al problema basta sedersi e avvicinare il più possibile il piede al corpo, così da mantenere la schiena dritta. Se anche quest’azione risulta impegnativa, è possibile aiutarsi con un calzascarpe.

3 - Alzarsi e sedersi da una sedia

Alzarsi e sedersi è l’azione in apparenza banale più ripetuta durante il giorno. Ma non per tutti. Molte persone sperimentano debolezza muscolare e dolori lombari: il gesto di alzarsi e sedersi, senza supportare adeguatamente il corpo, sovraccarica la schiena, causando dolori che diventano più forti in presenza di un’ernia o altre condizioni importanti.

Per svolgere questo movimento, senza spiacevoli conseguenze, è possibile alzarsi e sedersi imitando uno squat con le gambe divaricate.

La fisioterapia come strumento sicuro contro il dolore lombare

I metodi per muoversi senza accusare dolori sono molti, ma in alcuni casi è necessario lavorare sul problema sottostante. Molto spesso è sufficiente rafforzare i muscoli con esercizi specifici, in altri casi è importante andare più a fondo. In entrambi gli scenari è opportuno rivolgersi a un professionista.

La fisioterapia può aiutarti a chiarire i tuoi dubbi, a superare un problema alla schiena e a consigliarti i giusti movimenti per minimizzare i dolori lombari.

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