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Stiramento muscolare: trattamento e tempi di recupero

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Pubblicato: 30 Novembre -0001
Visite: 2926

Stiramento muscolare: come trattarlo e quali sono i tempi di recupero

stiramento muscolareLo stiramento muscolare

Se pratichi attività sportiva ti sarà sicuramente capitato di incorrere in una distrazione o stiramento muscolare che consiste in un anomalo allungamento delle fibre muscolari oltre il limite consentito, ma che non è stato cosi eccessivo da provocare la rottura di alcune fibre. Nella maggior parte dei casi, interessa gli arti inferiori (stiramento del polpaccio o del bicipite femorale), ma non risparmia neppure tronco e arti superiori.

È bene, però, non fare confusione: stiramento e strappo muscolare sono due cose completamente diverse. Il primo comporta, come detto, un eccessivo stiramento delle fibre muscolari che, però, restano intatte, mentre il secondo, come dice la parola stessa, causa uno strappo vero e proprio delle fibre.

Non ti devi spaventare perché non è così grave come può sembrare: per tornare in forma sarà sufficiente che tu stia a riposo e ti sottoponga ad una terapia mirata presso Fisioglobe, lo studio di fisioterapia Aurelia a Roma.

Cause e sintomi dello stiramento muscolare

Le cause più frequenti sono:

  • riscaldamento inadeguato;
  • preparazione fisica insufficiente;
  • disturbi articolari;
  • movimenti improvvisi e violenti;
  • ripetuti microtraumi alle articolazioni;
  • condizioni ambientali poco favorevoli;
  • abbigliamento e calzature non idonei all'attività sportiva;
  • scarsi tempi di recupero al termine di una prestazione atletica.

Vediamo, ora insieme, da che cosa puoi riconoscere uno stiramento muscolare e quali sono i suoi sintomi.

Un muscolo che si stira provoca, nell'area interessata, un dolore acuto ravvisato dalla maggior parte delle persone come una stilettata, una puntura, un dolore trafittivo e molto localizzato per intenderci. La sofferenza sopportabile e la funzionalità non compromessa spingono, in molti casi, il soggetto a proseguire nell'attività sportiva: presta attenzione, però, perché lo stiramento può sempre tramutarsi in uno strappo. Se ti accorgi che qualcosa non va fermati, immediatamente, e non correre rischi inutili.

Questa tipologia di infortunio, infatti, ha delle conseguenze a cascata: al momento della tipica stilettata il corpo reagisce creando immediatamente una contrattura muscolare locale, la quale ha la funzione di ridurre la mobilità della zona e creare una sorta di “scudo” intorno al punto di stiramento. Questa sensazione di irrigidimento muscolare porta l’atleta o la persona (se facciamo un discorso più generico) a riscaldare la parte, fare stretching e continuare l’attività anche nei giorni seguenti. Nulla di più sbagliato! Il muscolo, con mobilità ridotta, è più soggetto agli allungamenti e ne basta uno di molto inferiore rispetto al precedente, addirittura un allungamento che sfrutta la normale elasticità del muscolo e non la supera, per dare uno stress da strappo al muscolo e quindi incorrere in un problema sicuramente più grave e di più lungo tempo di trattamento e di stop dalle attività.

Fare un auto-diagnosi, o informarsi sulla tipologia del fastidio avvertito su internet, è assolutamente sconsigliato poiché la linea che divide contrattura, stiramento e strappo è molto sottile e solamente una persona con la dovuta esperienza, sensibilità e bravura riuscirà ad intuire e identificare il tipo di problema, anche se l’unico strumento in grado di valutare l’effettiva tipologia di infortunio e il suo livello resta solamente l’ecografia.

È quindi di fondamentale importanza contattare il tuo studio di fisioterapia Aurelia Fisioglobe a Roma perché li troverai, oltre ad un personale altamente professionale e qualificato, tutta l’assistenza e il supporto di cui hai bisogno per individuare l’iter diagnostico e la via di cura da seguire. Fisioglobe, il tuo studio di fisioterapia Aurelia, infatti non ti segue solamente nel percorso riabilitativo ma si vanta e si impegna nell’aiutarti sia nel rientro all’attività sportiva, sia nel consulto prima di affrontare il problema, dandoti tutte le informazioni di cui necessiti e consigliando la strada migliore per tornare al benessere.

Come per gli strappi muscolari anche gli stiramenti vengono classificati su una scala di tre gradi dal più semplice al più importante:

  • Primo grado (lieve): il paziente mantiene solamente il ricordo dell’evento traumatico, senza avere importante rigidità muscolare ne impotenza funzionale
  • Secondo grado (medio): il paziente lamenta difficoltà di movimento soprattutto all’interno dei primi 3/5 giorni dall’evento traumatico, con conseguente contrattura muscolare.
  • Terzo grado (alto): rappresenta il confine con lo strappo muscolare, quindi potrebbe assomigliare ad un’analisi anamnestica molto compatibile con questo, pur non essendoci lesioni. Il paziente lamenta difficoltà nell’articolare il movimento e dolore e la contrattura muscolare conseguente è molto importante.

Trattamento e tempi di recupero

La prima cosa da fare è fermarsi non appena si ha la tipica sensazione di puntura sulla zona e assolutamente non fare stretching. L’utilizzo del ghiaccio non è sempre consigliato poiché, non essendoci presenza di versamento dovuto alla rottura delle fibre muscolari, si rischierebbe solamente di aumentare la contrattura e la rigidità muscolare.

Il riposo è essenziale per guarire in tempi brevi e l’assenza dall’attività fisica e sportiva è assolutamente consigliato, almeno fino all’ecografia di controllo, dopo circa 15 giorni, che sarà il lascia passare alla ripresa delle attività. Risulta essere buona condotta quella di adottare una fasciatura elastica per comprimere la parte.  personalmente ti consiglio di non ricorrere a farmaci né pomate poiché non influiscono sul miglioramento della situazione.

Questo infortunio, pur non essendo grave, non deve essere sottovalutato e per questo recarsi da uno specialista come potrete trovare nello studio di fisioterapia Aurelia Fisioglobe, a Roma: solo lui, infatti, può stabilire le tue reali condizioni e consigliarti, se necessario, esami diagnostici mirati, e successivamente seguirti in un percorso riabilitativo adeguato.

Una delle terapie a cui si fa ricorso sempre più spesso è la Tecarterapia. La TECAR, acronimo di Trasferimento Energetico Capacitivo e Resistivo, è un trattamento impiegato per curare molteplici disturbi: riduce il dolore, ha poche controindicazioni ed è praticamente privo di effetti collaterali. Questa, infatti, è in grado di favorire l’azione anti-infiammatoria e il rilassamento delle fibre muscolari, inoltre stimolando il metabolismo cellulare favorisce il ripristino delle funzioni delle fibre muscolari stirate riportandole a normalità, funzione questa che è fondamentale e si ottiene anche avvalendosi dell’ausilio della laserterapia.

Di fondamentale importanza risulta essere anche il poter disporre della tecnologia limfatherapy e del suo programma specifico “rigenerazione muscolare”.

Tutti questi strumenti, insieme alla terapia manuale, all’idrokinesiterapia e al lavoro finale propriocettivo di stimolazione del muscolo e valutazione delle sue reazioni posso essere usati in modo complementare per aumentarne gli effetti, oltre che in prestazioni di una singola terapia strumentale piuttosto che un'altra, che rendono la terapia sicuramente più lenta e meno efficace. È per questo che avvalersi dell’aiuto degli specialisti di Fisioglobe, studio di fisioterapia Aurelia a Roma è fondamentale, e la vostra terapia sarà gestita al momento in base alle condizioni in cui si trova la regione colpita, alla vostra età, al vostro stile di vita e attività e più in generale tagliato sulla vostra persona.

Ciò che ti starai chiedendo, sicuramente, è quanto tempo ci vuole per tornare ad allenarti. Mi spiace, ma non esiste una risposta in termini assoluti perché ogni infortunio è diverso e tutto dipende da come il tuo corpo reagisce alle terapie e di come esse sono programmate per te. ma di certo, anche negli infortuni più gravi di terzo grado, il trattamento non dovrebbe andare oltre i 20 giorni.

Niente protocolli di trattamento, ma una terapia cucita sulla tua persona e sulle tue esigenze…la salute su misura per te!

Borsite trocanterica: la conosci? Sai come curarla?

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Pubblicato: 30 Novembre -0001
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Borsite trocanterica: diagnosi, e come curarla

borsite trocantericaBorsite trocanterica: cos'è?

La borsite trocanterica è un'infiammazione a carico dell'anca, assai diffusa tra i pazienti adulti e i giovani atleti. Si tratta di un disturbo doloroso che colpisce la parte esterna alta della coscia all’altezza dell’anca e che può interessare anche i fianchi. Il termine “trocanterica”, infatti, sta ad indicare la regione anatomica del grande trocantere, sporgenza ossea che si trova nella parte superiore del femore, subito dopo il collo femorale.

Di fronte a questa sporgenza si trova una borsa sinoviale (una vera e propria sacca piena di acqua per intenderci) che ha la funzione di proteggere l’osso e le strutture tendinee che vanno ad inserirsi in quel punto. Al momento dell’infiammazione, per difesa, questa sacca si gonfia riempiendosi di liquido e aumentando le sue dimensioni, diventando quindi più dolente per colpa della stimolazione dei recettori del dolore e del diminuito spazio.

Talvolta, può essere confusa con le patologie che affliggono la colonna lombare. Il dolore che colpisce la zona laterale del corpo e che si irradia lungo la gamba tende ad accentuarsi quando si cammina per molto tempo o quando si è impegnati a salire o scendere le scale. Talvolta, nei casi cronici, al dolore può sovrapporsi uno scatto ricorrente o occasionale a livello dell'anca. Il dolore, inoltre, in casi frequenti si accentua durante il sonno, soprattutto quando ci si adagia sul lato colpito dall'infiammazione. la maggior parte delle persone afflitte da questo problema infatti ha come indicatore comune, oltre al dolore all’altezza del trocantere, anche un’impossibilità nel mettersi sul fianco o nell’appoggiarsi su questa precisa zona.

La diagnosi

Si visita il paziente disteso in posizione supina, allo scopo di valutarne l'articolarità dell'anca. Qualora il paziente dovesse accusare dolore ad una pressione leggera in extra-rotazione nella parte esterna della coscia, allora sarà possibile diagnosticare la borsite trocanterica. In questi casi, il dolore posteriore e laterale tende ad accentuarsi quando l'arto extra-rotato viene portato in adduzione. In qualche caso potrebbe essere utile il ricorso ad esami strumentali, fra cui Rx (necessari per quantificare o escludere casi di artrosi dell'anca o di calcificazioni ossee), ecografia (in grado di evidenziare la presenza di borsite trocanterica, eventuali calcificazioni a carico della borsa e lesioni tendinee), risonanza magnetica (indicata qualora si sospetti un'ulteriore causa alla base del dolore, come una rottura dei tendini del gluteo o una necrosi della testa dell'osso femorale).

Poiché può essere confusa con molte altre patologie è necessario avere la sicurezza di seguire un iter diagnostico e valutativo corretto, per questo affidarsi a Fisioglobe, studio di fisioterapia Aurelia a Roma, è la migliore soluzione.

Quali sono i principali fattori di rischio?

Questa condizione infiammatoria a carico dell'anca può interessare chiunque. Tuttavia, i sintomi sono sensibilmente più frequenti fra le donne che hanno superato i 50 anni d'età, tra gli individui in forte sovrappeso e negli atleti di entrambi i sessi. La borsite, infatti, è causata dallo stress originato dai movimenti ripetuti tipici dei ciclisti e dei podisti o da traumi locali ripetuti tipici dei portieri di calcio o dei liberi nella pallavolo. Se presa per tempo e curata, non si associa all'artrosi dell'anca, anche se talvolta può essere un sintomo secondario di una deambulazione errata, a sua volta causata da artrosi del ginocchio o dell'anca.

Studio di fisioterapia Aurelia a Roma: trattamenti conservativi

Il trattamento previsto per arginare i sintomi della borsite trocanterica è conservativo. I pazienti colpiti dall'infiammazione in genere ne sono affetti già da diversi mesi, poiché nella maggior parte dei casi la diagnosi è fatta con ritardo. Ciò comporta la necessità di affrontare il disturbo quando questo è già prossimo alla cronicizzazione. L'approccio conservativo intende limitare e annullare il dolore, l'infiammazione e il gonfiore dovuto al versamento. Ogni genere di trattamento può essere affiancato con farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), anche se presso il nostro studio di fisioterapia Aurelia Fisioglobe, preferiamo e consigliamo, almeno nella prima settimana, di interrompere l’utilizzo di questi farmaci per verificare l’effettiva efficacia del trattamento e poter regolare la sua intensità e frequenza.

Naturalmente, come qualsiasi farmaco appartenente al genere FANS, andranno assunti con molta cautela e per brevi periodi. Per quanto riguarda la fisioterapia, questa deve essere adattati al singolo caso.

Si possono utilizzare terapie strumentali come la tecarterapia o la laserterapia o le onde d’urto, ed inoltre anche la limfatherapy eccelle tra le tipologie di trattamento. Rivolgiti a Fisioglobe, studio di fisioterapia Aurelia a Roma, e prendi un appuntamento con gli specialisti che operano nella struttura: esponi le tue condizioni ed insieme sarà semplice individuare la soluzione giusta per alleviare i sintomi della borsite e trattarla fino alla sua completa remissione.

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Sindrome del muscolo piriforme, sintomi, cure, rimedi

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Pubblicato: 30 Novembre -0001
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Sindrome del muscolo piriforme, sintomi, cure, rimedi

Sindrome del muscolo piriformeLa sindrome del muscolo piriforme fa parte delle cosiddette neuropatie da intrappolamento, ovvero quelle patologie nelle quali un nervo risulta bloccato o serrato tra una superficie ossea rigida e un tendine o un gruppo muscolare, con il rischio di rimanerne danneggiato o di infiammarsi. La sindrome del piriforme inquadra una situazione analoga, nella quale è il muscolo omonimo a comprimere il nervo sciatico provocandone l'infiammazione. Non è facile individuare questa condizione, poiché i sintomi appaiono molto simili a quelli di altre patologie affini.

Il piriforme è un muscolo situato nell'anca e più precisamente nella sua parte più profonda, al di sotto del gluteo. Ha forma triangolare e si origina dal bordo laterale del sacro e va ad inserirsi sul grande trocantere. La sua funzione principale è permettere al femore di ruotare all'esterno e tenerlo in abduzione, ovvero allontanarlo dall'asse del corpo. Il nervo sciatico, invece è un vero e proprio collegamento elettrico che dalle ultime vertebre lombari va ad innervare tutta la gamba fino al piede e nel suo tratto superiore viene a trovarsi al di sotto del muscolo piriforme. In questi casi il centro di fisioterapia Aurelia Fisioglobe consiglia un approccio conservativo.

Cause e fattori di rischio

La compressione del nervo sciatico può essere legata a vari fattori, tra cui alterazioni congenite della forma del nervo o del muscolo piriforme, presenza di traumi al gluteo con ematomi e tessuti cicatriziali, ipertrofia del piriforme in seguito ad una stimolazione eccessiva, iniezioni intramuscolari sbagliate, interventi chirurgici al femore, dismetria degli arti inferiori, postura non corretta.

Fra i principali fattori di rischio in grado di indurre questa patologia figurano: l'appartenenza al genere femminile (in questo caso la patologia sarebbe legata ad un'ampiezza maggiore del bacino, caratteristica fisiologica delle donne), l'età adulta (in genere la sindrome del piriforme viene diagnosticata dopo i 38 anni), presenza di traumi pregressi, alcuni sport quali equitazione, ciclismo, corsa e canottaggio (i quali esasperano la stimolazione del muscolo in questione e provocano urti e traumi in grado di scatenare l'infiammazione).

Onde prevenire l'insorgenza di un'infiammazione che può peggiorare la vita e la deambulazione di chi ne è affetto, è necessario assumere alcuni comportamenti in grado di ridurne il rischio. A tal proposito, possono rivelarsi molto utili alcune semplici abitudini, quali evitare di tenere il portafogli nella tasca posteriore dei pantaloni (soprattutto quando si sta seduti), usare scarpe adeguate all'attività sportiva praticata, assumere una postura corretta sia in piedi che da seduti, eseguire il riscaldamento prima di praticare qualsiasi tipo di sport.

Sintomatologia

I sintomi più comuni della sindrome del muscolo piriforme riguardano: un forte dolore al gluteo e alla natica, che può ricordare quello della sciatalgia (si irradia dalla natica alla coscia, fino a raggiungere polpaccio e piede e tende ad esacerbarsi in posizione accovacciata o da seduti); intorpidimento; compromissione della sensibilità e formicolio; riduzione della forza nei casi più avanzati; scarsa mobilità al livello dell'anca. Da sottolineare che la sindrome del piriforme a differenza della vera e propria sciatalgia, tende a irradiare il fastidio, il dolore ed il formicolio solo fino all’altezza del ginocchio e non oltre, senza arrivare fino al piede.

Nei casi più gravi l'intrappolamento può coinvolgere anche il nervo pudendo (anch'esso situato all'interno dell'anca). In tal caso, il formicolio e il dolore (che sopraggiunge in un secondo momento) si irradiano fino all'inguine e al cavallo e coinvolgono tutta la muscolatura degli sfinteri anali e vescicali, provocando incontinenza ed alcuni problemi legati alla sfera sessuali (impotenza nell'uomo e dispareunia nella donna, ovvero dolore durante il rapporto sessuale).

Diagnosi e rimedi per la sindrome del muscolo piriforme

La diagnosi è clinica e va formulata dopo aver escluso le patologie che presentano una sintomatologia simile. Oltre alla valutazione dei sintomi potrebbero essere utili alcune manovre, a cui la maggior parte dei pazienti affetti dalla sindrome del piriforme riporta esito positivo. Onde escludere altre patologie, il paziente può essere sottoposto anche ad alcuni esami di neuro-radiologia, che la risonanza magnetica e la TAC. La sindrome del piriforme, infatti, deve essere distinta dalle condizioni in grado di provocare un dolore analogo, tra cui l'ernia al disco, la borsite trocanterica, l'osteocondrosi lombare, la spondilolistesi (lo scivolamento di una vertebra in avanti), l'infiammazione dell'articolazione sacro-iliaca.

È fondamentale effettuare una diagnosi approfondita e corretta, utilizzando i giusti test e i giusti esami strumentali per non incorrere nell’errore, purtroppo molto frequente, di non individuare realmente il problema e trattarlo per quello che non è, quindi ovviamente senza ottenere risultati.

Per questo è fondamentale poter contare sullo studio di fisioterapia Aurelia Fisioglobe, uno studio di fisioterapia Roma di riferimento, che è in grado di consigliarvi il miglior iter di valutazione e cura e sa seguire il paziente nel miglior modo possibile dalla fase identificativa del problema fino alla completa risoluzione.

Per trattare la sindrome del muscolo piriforme, lo studio di fisioterapia Aurelia Fisioglobe a Roma raccomanda di agire solo in maniera conservativa, consigliando al paziente di sottoporsi ad alcune sedute terapeutiche in grado di ridurre l’infiammazione ed il dolore e soprattutto capaci di evitare eventuali ricadute. Inoltre, è necessario non esagerare con l'assunzione di antinfiammatori, farmaci miorilassanti ed analgesici, ricorrendovi soltanto in caso di dolore forte e persistente.

Lo studio di fisioterapia a Roma concorda la terapia più adatta con il paziente, nel pieno rispetto delle indicazioni e delle esigenze fornite da quest'ultimo.

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Pubalgia: cause e rimedi, tutto quello che c'è da sapere

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Pubblicato: 30 Novembre -0001
Visite: 2420

Pubalgia: cause e rimedi, tutto quello che c'è da sapere

pubalgiaCos'è la pubalgia? Valuta il tuo problema nel nostro studio di fisioterapia

La pubalgia è un processo infiammatorio che provoca dolore e rigidità localizzate alla zona inguinale, pubica o nella parte interna della coscia. È una vera e propria tendinite dell’inserzione dei muscoli adduttori della coscia dovuta a microtraumi ripetuti o a sovraccarico.

L'infiammazione, come detto, riguarda gli adduttori, i potenti muscoli che si inseriscono sul pube, costituiti dal grande adduttore, adduttore lungo e adduttore breve e questi, insieme al muscolo gracile e pettineo, sono responsabili dell'adduzione delle cosce tramite contrazione muscolare. Inoltre, con i fasci anteriori permette l’intrarotazione e la flessione, mentre con i fasci posteriori permette l’extrarotazione e l'estensione.

Infine, ultima informazione fondamentale da sapere, data la sua origine dalla tuberosità ischiatica e pube, influisce sulla stabilità del bacino, in quanto è un potentissimo retroversore.

È un fastidioso disturbo molto comune fra gli atleti, ma non solo! Se trascurato, negli stadi più avanzati, può arrivare a portare dolore irradiato anche in zona addominale e ai genitali. Quando il dolore diventa molto forte è necessario parecchio tempo, anche diversi mesi, per cercare di guarire, ed è difficile continuare a svolgere normale attività fisica. In caso di tendinite cronica, infatti, nemmeno gli antinfiammatori riescono ad agire sul dolore e la lentezza delle risposte ai trattamenti può sfiduciare il paziente.

Ecco perché risulta indispensabile non trascurare i primi accenni di dolore.

Prenota una visita da Fisioglobe, studio di fisioterapia Aurelia, a Roma, poiché avere una valutazione esperta ed intervenire tempestivamente ti permetterà di riprendere la tua normale attività fisica in poco tempo, con una guarigione completa e permanente.

La pubalgia viene suddivisa in diversi gradi, a partire dalla forma acuta fino alla cronica. La grande varietà di cause e sintomi collegati, comporta la necessità di rivolgersi a personale professionista per risolvere al meglio la patologia. Questo sarà in grado, attraverso adeguati test, non solo di curare il dolore, ma anche di scoprire la causa scatenante del disturbo per trovare una soluzione definitiva. Potrà quindi andare a creare dei programmi di prevenzione che vadano ad agire direttamente su quelle abitudini scorrette che hanno portato al problema, eliminandole per evitare una sua ripresentazione futura.

Cause e sintomi della pubalgia: trova le risposte che cerchi nel nostro studio di fisioterapia

La pubalgia è una sindrome tipica degli atleti ed interessa soprattutto chi pratica sport che sollecitano molto i movimenti improvvisi ed intensi delle gambe, ad esempio calciatori, ciclisti, e corridori. Una delle cause risulta essere che gli adduttori sono molto più forti rispetto agli addominali: lo squilibrio fra il muscolo retto dell'addome e l'adduttore, inseriti entrambi sull'osso pubico, favorisce lo sviluppo dell'infiammazione.

Per quanto siano state individuate decine di concause diverse, generalmente la causa principale è una sovrastimolazione, accompagnata da microtraumi, del tessuto muscolare, come succede nel caso di allenamenti intensi. Possono contribuire alla comparsa di pubalgia posture sbagliate, scarpe non adatte utilizzate per molto tempo, allenamenti su terreni non idonei.

Non sono solo gli sportivi a soffrirne: si presenta spesso nelle donne incinte, a causa dell'aumento di lassità dei muscoli che si preparano al parto. Durante la gravidanza viene secreto un particolare ormone, la relaxina che serve appunto a rilassare i muscoli addominali e le articolazioni, tra cui quelle della sinfisi pubica. Si ha così un progressivo aumento della lordosi, con Il bacino che ruota all'indietro per fare spazio al feto. Questo porta ad un maggior affaticamento dei muscoli della gamba, in particolare degli adduttori. I farmaci antinfiammatori e antidolorifici possono aiutare ma non bastano: per agire efficacemente sulla pubalgia serve un quadro completo della situazione e solo un professionista può aiutarti.

In tutti i casi, per affrontare il problema alla base, affidati alla fisioterapia e all’osteopatia. Se sei di Roma rivolgiti al nostro studio di fisioterapia Aurelia, Fisioglobe. Avrai tutte le spiegazioni e un trattamento personalizzato per te.

Sintomi e rimedi più efficaci per la pubalgia: tanto riposo e sedute di fisioterapia a Roma

I sintomi della pubalgia possono essere molto vari. Generalmente nei primi stadi si ha fastidio e dolore all'inguine che si presenta a riposo, soprattutto al mattino o appena iniziata l'attività fisica e scompare con il movimento. Man mano che l'infiammazione peggiora, il dolore diventa continuo e sempre più intenso, accompagnato da rigidità muscolare. Quando diventa cronico permane durante qualsiasi attività, limitando i movimenti fino a rendere difficoltoso anche camminare. Non è raro trovarsi di fronte a problemi ai genitali e nell’urinare.

Occorrerà fare diverse domande per capire quali sono i fattori scatenanti ed individuare eventuali abitudini su cui è possibile intervenire per risolvere il problema alla base.

Attraverso una palpazione della zona si individuerà con chiarezza quanto è esteso il dolore, escludendo così che si tratti di un disturbo originatosi in altre zone, come i testicoli o l'interno dell'addome. A tal proposito possono venire effettuati diversi test diagnostici, fra cui ecografia, radiografia e risonanza magnetica, per escludere quei tipi di patologie che possono dare sintomatologia simile, ad esempio malattie gastrointestinali, artriti o infiammazioni di vario genere, calcificazioni, fratture, ernie o problemi alla prostata. Per questo risulta fondamentale, già dai primi passi, essere consigliati sull’iter da seguire e accompagnati nel tragitto migliore, quello che porta alla completa guarigione.

A questo punto viene predisposto un programma di riabilitazione completo. Se hai bisogno di fisioterapia a Roma il nostro studio è pronto ad accoglierti con i migliori professionisti: valuteremo il tuo problema e lo risolveremo insieme. Ricordati che prima possiamo diagnosticarlo, più velocemente potrai guarire. Nel caso di problemi cronici sono infatti necessarie molte sedute e quindi una grande costanza da parte del paziente.

Non esiste una stessa cura valida per tutti, proprio perché ogni persona si distingue dall’altra sia per età, che per sesso, per altezza, attività e stile di vita. Presso il nostro studio di fisioterapia Aurelia Fisioglobe niente protocolli di trattamento, ma una terapia cucita sulla tua persona e sulle tue esigenze… la salute su misura per te!

Lombalgia e lombosciatalgia: quando il mal di schiena diventa un problema

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Pubblicato: 30 Novembre -0001
Visite: 2692

Lombalgia e lombosciatalgia: quando il mal di schiena diventa un problema

lombalgia lombosciatalgiaLombalgia e lombosciatalgia sono due termini molto generici per descrivere dolore nella zona lombare nel primo caso e nel secondo caso descrivere in modo grossolano dolore lombare e sciatico. Nonostante spesso vengano confuse, lombalgia e lombo sciatalgia sono due patologie distinte. In questo articolo spiegheremo quali sono le differenze, i sintomi, le cause delle due affezioni e come possono essere trattate.

La lombalgia

Che cos'è la lombalgia? Si tratta di un dolore che il soggetto avverte nella zona lombare. Questa sensazione dolorosa può essere avvertita anche negli arti inferiori ma mai più in basso rispetto alla zona del ginocchio. Dunque, la lombalgia non è un disturbo, piuttosto il sintomo di problemi connessi a:

  • strutture legamentose;
  • gruppi muscolari;
  • strutture nervose;
  • strutture ossee che compongono la spina dorsale, chiamate vertebre.

Il tratto della colonna vertebrale inferiore è infatti una delle chiavi per comprendere sia la lombalgia che la lombosciatalgia.

Ricordiamo che la colonna vertebrale è formata da una serie di ossa, chiamate vertebre: sette cervicali, dodici ubicate nella zona toracica, cinque nella parte lombare, cinque sacrali e si conclude con il coccige. Ha una forma ad “s” poiché abbiamo in sequenza una lordosi cervicale, una cifosi dorsale e una lordosi lombare. questa forma, la rende somigliante ad una molla per facilitare la distribuzione della gravità e dei pesi che gravano su di essa ed inoltre tra una vertebra e l’altra abbiamo il disco, che potete immaginare come un palloncino pieno di acqua al cui interno c’è un nucleo gelatinoso, che rappresenta un vero e proprio ammortizzatore idraulico tra un segmento osseo e l'altro.

Nella parte posteriore a questa struttura, protetta dalle altre strutture ossee che formano la vertebra, troviamo il midollo spinale e i fori vertebrali da cui fuoriescono i nervi (che ne caso di cervicale e lombare vanno ad innervare rispettivamente arti superiori ed inferiori). Man mano che ci allontaniamo dal midollo e dalle vertebre troviamo poi componenti legamentose e muscolari.

Tutti questi elementi ci sono utili a comprendere le cause dei dolori che possono insorgere.

Le cause più comuni di lombalgia possono essere le tensioni di origine muscolare, tendinea e legamentosa nell'area lombare oppure iniziali problematiche discali, che portano solamente ad una protezione della zona con contratture muscolari antalgiche e non a dolori o fastidi irradiati alle gambe. nel capitolo successivo, parlando di lombosciatalgie, affronteremo meglio il discorso sulle patologie del disco. Anche le anomalie scheletriche rappresentano una delle cause del mal di schiena. Tra queste ricordiamo:

  • la scoliosi;
  • atteggiamenti posturali errati;
  • artrosi;
  • osteoporosi (nome tecnico di un fenomeno naturale che consiste nella riduzione di densità dell'osso e quindi al suo indebolimento. È una patologia che può portare anche alla frattura delle vertebre. Queste rotture possono causare dolore e sono indicate come fratture da compressione).

Ci sono molte altre potenziali cause della lombalgia, ed è necessario sottolineare che è di fondamentale importanza affidarsi ad un team di professionisti come potete trovare da Fisioglobe, studio di fisioterapia Aurelia a Roma, sia per una valutazione del problema che per la sua risoluzione. Nel nostro studio di fisioterapia Aurelia troverete assoluta chiarezza nell’esposizione e nella descrizione della vostra patologia, poiché un paziente informato è un paziente che riesce a curarsi meglio. Troverete anche assoluta professionalità nel risolvere completamente la vostra patologia.

La lombosciatalgia

A differenza della lombalgia nei casi di lombosciatalgia vi è l'interessamento del nervo sciatico, per cui il soggetto può avvertire un dolore monolaterale, ossia che si irradia sulla gamba in modo più intenso rispetto a come lo avverte nella zona lombare. Non parliamo solo di dolore ma anche di formicolio, addormentamento e improvvisa mancanza di forza che parte dalla zona del gluteo, scende lungo la gamba, si porta nella porzione anteriore ed esterna nella parte inferiore del ginocchio ed arriva fino al piede.

La lombo sciatalgia può essere causata dalla compressione ed irritazione del nervo sciatico che crea un processo infiammatorio. Come mai il dolore nella lombo sciatalgia viene avvertito anche nella gamba, sin sotto il ginocchio? Perché il nervo sciatico è formato dal plesso lombosacrale, cioè un insieme di nervi che partono dalla quarta e quinta vertebra lombare l4, l5, e dai primi tre sacrali s1, s2, s3, passando nella faccia anteriore del muscolo piriforme e percorrendo la parte posteriore dell'arto inferiore arrivando fino al piede. La sciatica, per esempio, può essere causata da una 'protrusione discale.

il disco, costituito principalmente da acqua con al centro un nucleo gelatinoso “detto nucleo polposo” e rivestito da una componente di fibre collagene detta “anulus fibroso”, si trova tra una vertebra e l’altra e si comporta nello stesso modo di un palloncino pieno d’acqua: nel momento in cui c’è una variazione dei carichi e dei pesi distribuiti sul disco, tipico delle fasi iniziali di qualsiasi problema della colonna, questo viene premuto maggiormente da un lato. L’aumento di pressione porta a rigonfiarsi la parte opposta, di solito quella posteriore che è nei pressi dei fori di uscita dei nervi (che sono dei veri e propri fili elettrici che portano segnale lungo i muscoli), i quali irritandosi danno inizio ad una stimolazione irritativa che porta poi alla patologia. Se si crea solo questo “rigonfiamento”, siamo di fronte ad una protrusione discale o ernia protrusa, se “l’anulus fibroso”, il rivestimento del disco, viene perforato per troppa spinta, allora ci troviamo di fronte ad un’ernia espulsa.

Le avvisaglie della sciatica hanno delle caratteristiche inconfondibili:

  • dolore;
  • formicolio agli arti;
  • disturbi della circolazione;
  • mancanza di forza nella zona del piede e delle caviglie;
  • addormentamento dell’arto.

Trattare la lombalgia e la lombosciatalgia con la fisioterapia a Roma

Fisioglobe, studio di fisioterapia Aurelia, a Roma, può aiutarti a capire ed individuare il tuo problema e ad intraprendere insieme la migliore strada per ritrovare il completo benessere nel più breve tempo possibile.

L'intervento chirurgico, qualora ci sia un interessamento molto forte del nervo sciatico, e laddove altri rimedi falliscono, non sempre è la scelta giusta per tutti. La chirurgia comporta dei rischi, e soprattutto negli ultimi anni è sempre meno utilizzata poiché il rischio di recidive è molto alto, con il rischio di operarsi per ritrovarsi dopo qualche mese in situazione simile.

Il trattamento conservativo, quindi la fisioterapia e l’osteopatia, sono i trattamenti maggiormente consigliabili e risolutivi.

La mesoterapia (punture con medicinali) è spesso la prima forma di trattamento consigliata dai medici. Tuttavia, non garantisce un sicuro miglioramento, risulta essere faticosa da espellere per il corpo (i reni tendono ad affaticarsi), e infine non risolvono il problema ma lavorano semplicemente sul sintomo, abbassando quindi il dolore e lasciando presente e inalterato il problema alla sua base, il quale a distanza di qualche tempo sicuramente si ripresenta.

La migliore terapia risulta quindi essere la terapia fisica con strumentazioni all’avanguardia come limfatherapy, ultimo ritrovato nel campo fisioterapico. La terapia con il macchinario limfa aiuta a ridurre infiammazione e dolore in modo veloce e permanente senza effetti collaterali come laser, tecar, ultrasuoni. Ma anche la tecarterapia, la laserterapia e l’ultrasuonoterapia mantengono una grande efficacia di trattamento. Fondamentale importanza riveste di certo l’idrokinesiterapia, cioè la terapia in acqua, che aiuta in maniera determinante a ridurre dolore e ad anticipare i tempi di ripresa.

Fisioglobe, studio di fisioterapia Roma, è un punto di riferimento per questo tipo di problematiche e programma in base al paziente, alle sue caratteristiche e alla sua problematica un piano di lavoro specifico e personale che rende migliore il recupero e sicuramente più veloce e completo il risultato.

Niente protocolli di trattamento, ma una terapia cucita sulla tua persona e sulle tue esigenze… la salute su misura per te!

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