
Secondo alcune statistiche condotte da diversi studi di fisioterapia Roma, la borsite è una delle più comuni infiammazioni dell’articolazione della spalla: è un episodio doloroso acuto che tutti possono sperimentare nel corso della vita. Di seguito, troverai informazioni utili su come riconoscerla, come prevenirla, trattarla e curarla.
La borsite alla spalla è un'infiammazione della borsa sinoviale che si trova nell’articolazione della spalla e più precisamente al di sotto dell’articolazione acromion-claveare. Si tratta di una piccola porzione di tessuto che contiene la sinovia, cioè il liquido organico che serve a rendere le articolazioni lubrificate, agevolmente mobili e ad evitarne la frizione dolorosa contro i tessuti circostanti. Praticamente consiste in una sorta di “palloncino pieno di acqua” che impedisce il contatto diretto tra le strutture ossee e quelle legamentose e che, nel momento in cui si presenta un’infiammazione, si gonfia per mantenere le distanze tra le strutture ed impedire danni maggiori.
Le cause che possono scatenare un doloroso attacco di borsite sono diverse. Ecco le principali:
La borsite della spalla acuta è un dolore molto forte, spesso invalidante, che compare improvvisamente, o subito dopo, l'evento traumatico che l'ha provocato. La borsite della spalla cronica è, invece, un dolore meno ingravescente ma costante, che si fa sentire per diversi giorni consecutivi e che tende a recidivare anche dopo un periodo di apparente guarigione totale.
Riconoscere una borsite della spalla è molto semplice. La caratteristica principale di questo disturbo è quella di provocare un dolore molto localizzato, facile di indicare precisamente. La zona circostante risulta normale e, anche se sottoposta a pressione o a manipolazione, non fa male. Hai sicuramente un attacco di borsite, e dovresti chiedere quanto prima un consulto presso lo studio di fisioterapia Aurelia Fisioglobe, se:
Se ti accorgi che questi sintomi sono la perfetta descrizione del tuo malessere, è probabile che tu stia facendo i conti con una borsite della spalla. Per essere ancora più precisi, evidente sintomo della borsite di spalla risulta essere il dolore localizzato e preciso sul bordo laterale dell’acromion (l’osso che sporge nella parte superiore della spalla) e la parte superiore della testa dell’omero e spesso un correlato gonfiore sull’acromion stesso. Al di sotto dell’articolazione tra acromion e clavicola infatti è dove si posiziona la borsa sinoviale.
Esistono diverse possibilità di cura per la borsite della spalla. La scelta di quella migliore viene fatta in base alla singola situazione, alla gravità dell'infiammazione e allo stato generale di salute. Fisioglobe, studio di fisioterapia Aurelia è, senza dubbio la prima ipotesi che devi tenere in considerazione.
La fisioterapia in questi casi infatti non ha controindicazioni né effetti collaterali, non è invasiva e nella maggior parte dei casi risolve la patologia in tempi brevi e in modo definitivo.
Ovviamente fare una approfondita valutazione sia del problema, sia della spalla e infine della persona stessa renderà il programma terapeutico più mirato e preciso, riducendo così sprechi di tempo e denaro. Troppo spesso, infatti, si tende a lavorare ogni infortunio ed ogni persona nello stesso modo, non rendendosi conto che è questa la base per una terapia fallimentare. Per questo rivolgervi a Fisioglobe, il vostro studio di fisioterapia Aurelia di riferimento, vi permette di iniziare fin da subito il percorso più indicato e portare a termine la terapia nel più breve tempo possibile riprendendo per mano il benessere.
La fisioterapia per la cura della borsite della spalla può proporre tantissime tipologie di trattamenti, ma i migliori risultano essere:
Trattare le borsiti in questo modo non solo riduce il dolore al momento ma serve a prevenire che l'episodio acuto cronicizzi. Un percorso di fisioterapia, organizzato in un giusto numero di sedute della terapia scelta, riduce al minimo il rischio di recidive ed è un'ottima prevenzione per fare in modo che questo problema non torni più. Tuttavia, è utile ricordare che una buona valutazione, soprattutto di una situazione di importante dolore, non può prescindere dalla valutazione strumentale come risonanza magnetica o ecografia.
Infine, ma di fondamentale importanza poiché parte del lavoro spesso trascurata, per evidenziare la completa guarigione, tornare a svolgere qualsiasi tipo di attività prima praticate e avere una qualità di vita di nuovo elevata, senza che si presentino più problemi e dolori lo studio di fisioterapia Aurelia Fisioglobe garantisce a ciascun paziente non solo un trattamento medico e riabilitativo specifico ed individuale, ma un reinserimento graduale nell’attività sportiva ed una ri-atletizzazione controllata post terapia mirata e personalizzata, avvalendosi di tutti gli spazi del circolo sportivo empire sport & resort, del quale fa parte.
Nessun protocollo di trattamento, ma una terapia cucita sulla tua persona e sulle tue esigenze… la salute su misura per te!
Quante volte ci è capitato di avvertire un forte dolore che si irradia dalla zona lombare fino al gluteo? Spesso viene scambiato per lombalgia in realtà è lombosciatalgia comunemente conosciuta come sciatica.

La lombosciatalgia è un’infiammazione dovuta alla compressione del nervo sciatico, (da qui sciatalgia), e il dolore può estendersi dalla zona dei lombi, ai glutei, alla coscia fino al piede.
Le cause sono diverse, alcune più legate a problemi anatomici come:
come conseguenza di posture scorrette, sedentarietà, stress, mancanza di attività fisica.
La lombosciatalgia si manifesta con un dolore che colpisce lateralmente, irradiandosi dalla parte bassa della schiena ai glutei e dalla parte posteriore della gamba al piede.
L’esame clinico del paziente è il primo e più importante passo per cercare di caratterizzare la sede del dolore, il modo in cui si manifesta, le cause e le posizioni che possono migliorare o aggravare il dolore.
Per individuare con precisione la lombosciatalgia esiste un test chiamato test o manovra di Lasègue, il quale è in grado di rilevare la posizione iniziale del dolore alla schiena, quindi il percorso preciso.
Se non esistono o insorgono particolari complicazioni il problema della lombosciatalgia può essere affrontato e risolto con la fisioterapia.
Nella fase acuta che prevede riposo assoluto e immobilità si possono utilizzare tecniche di terapia manuale, ad esempio la massoterapia, nonché avvalersi di terapia farmacologica; nella fase cronica invece si possono eseguire esercizi di rieducazione funzionale articolare per ristabilire la giusta mobilità e postura.
La Tecarterapia o Tecar (Trasferimento Energetico Capacitivo e Resistivo) consiste in un’attivazione energetica del corpo del soggetto attraverso il calore creando un campo elettromagnetico

Come detto, la parola Tecarterapia è l’acronimo di Trasferimento Energetico Capacitivo Resistivo, che indica il modo in cui questo dispositivo possa portare uno stimolo biologico ai tessuti. Questo mezzo fisico è conosciuto anche come radiofrequenza o diatermia da contatto, ed ora analizzeremo il perché di questi due sinonimi:
Questo termine indica lo spettro elettromagnetico di cui fanno parte le onde elettromagnetiche erogate dalla tecar.Lo spettro di frequenza della tecarterapia è compreso tra i 500.000 Hz e 1 mega Hz, ed è uno spettro di frequenza molto vicino a quello utilizzato dalle onde radio.
Con questo termine si indica cosa sia la tecarterapia in termini fisici.
È una diatermia, cioè un mezzo fisico in grado di produrre calore endogeno. A differenza di altri macchinari, come la marconi terapia, la tecar necessita del contatto dei due elettrodi sul paziente affinché si possa effettuare l’applicazione ed ecco perché è detta “diatermia da contatto”.
Applicando il principio fisico del condensatore, la Tecarterapia induce all’interno dei tessuti lesi un movimento alterno di attrazione e repulsione (500.000/ 1.000.000 di volte al secondo) delle cariche elettriche degli ioni presenti nei tessuti corporei.
In tal modo la tecarterapia trasferisce energia ai tessuti senza alcuna somministrazione di energia radiante dall’esterno.
Queste “correnti di spostamento” inducono 3 effetti: chimico, meccanico e termico.
La Tecarterapia utilizza un apparecchio in grado di provocare, attraverso un’induzione di campo elettromagnetico, una diatermia profonda, ovvero un innalzamento della temperatura a livello dei tessuti. Questo macchinario lavora “comunicando” direttamente con le cellule provocando un aumento del metabolismo cellulare e di conseguenza un implemento della microcircolazione, quindi una vasodilatazione che porta all’aumento della temperatura e ad un maggiore apporto di ossigeno nella zona.
La bellezza della Tecarterapia sta in un concetto semplicissimo: quella di poter mostrare al tuo corpo la strada del recupero, il modo giusto per guarire: il calore prodotto durante l’utilizzo del macchinario proviene dall’interno del muscolo e promuove il naturale processo riparatore. L’organismo impara a risanarsi, ad attuare i naturali processi anti-infiammatori e si avvia verso la strada che gli è più congeniale: quella del benessere.

Il corpo umano è composto principalmente di acqua e sali disciolti in essa.
Questi sali contenuti nell’acqua, si scompongono in cariche elettriche positive e cariche elettriche negative. La tecarterapia crea prima una forza che attrae e successivamente una forza che respinge queste cariche elettriche.
Il calore profondo o endogeno, è indotto nel paziente dala tecarterapia per mezzo dell’effetto Joule. Gli ioni (particelle cariche elettricamente) presenti nella regione corporea che si sta trattando vengono fatti oscillare centinaia di migliaia di volte al secondo, e questo rapido movimento oscillatorio produce calore.
La tecar non emana radiazioni ionizzanti come quelle che si producono durante le radiografie quindi non è pericolosa anche se va utilizzata comunque da personale esperto al fine di avere un corretto effetto terapeutico e di non arrecare danni ai tessuti.
L’applicazione di tecarterapia può avvenire in diversi modi:
Nell’applicazione di un trattamento di Tecarterapia è importante tener presente il ruolo della crema conduttiva (crema ricca di sali, specifica per il trattamento Tecar).
La crema conduttiva per Tecar deve essere spalmata all’inizio del trattamento in modo abbondante sulla piastra di ritorno e essere sempre presente sotto l’elettrodo attivo, quindi aggiunta dal fisioterapista durante il trattamento ogni volta che la cute assorbe quella spalmata precedentemente sulla parte. La crema per Tecarterapia ha un importante ruolo nel trasferimento energetico. Ogni apparecchio per Tecarterapia ha una sua specifica crema conduttiva.
Una seduta di Tecar non ha una durata prestabilita. In genere può andare dai 20 minuti necessari per un trattamento antinfiammatorio localizzato ai 60 necessari per una seduta più globale.
in genere il minutaggio consigliato per l’attivazione di tutti i processi metabolici di cui abbiamo parlato è di 20 minuti, e spesso è possibile o è consigliato l’utilizzo nella stessa seduta di altre apparecchiature complementari come laserterapia e ultrasuoni che aumentano gli effetti e le reazioni benefiche sul corpo.
la seduta consistente solo in Tecar ha solitamente la durata di una mezz’ora anche se non ci sono controindicazioni ad un’applicazione più prolungata, ma è sconsigliato l’utilizzo su più parti del corpo nella stessa seduta poiché le reazioni scatenate, tra cui l’aumento della vascolarità locale, se portate anche in altre zone tendono a disperdere e ridurre l’effetto finale.
Non proverai nessun dolore durante tutta la seduta ma, al contrario, sarà un’esperienza molto piacevole. Il calore che sentirai non ti darà nessun disturbo ma, soprattutto in presenza di dolori e traumi, ti aiuterà a soffrire meno. Di solito non si tratta mai di una sola seduta ma di un percorso spesso associato al suggerimento di esecuzione di alcuni esercizi di isometrica e di allineamento muscolare.
I benefici e i meccanismi fisiologici della Tecarterapia sono molteplici:
La tecarterapia può coadiuvare il trattamento di diverse patologie come ad esempio l’artrosi, il mal di schiena , le tendiniti e la fascite plantare.
Può essere un valido supporto nel trattamento delle contratture muscolari e nel trattamento sintomatico della fibromialgia.
Le fibrosi sono un altro campo di applicazione della tecarterapia. Queste possono verificarsi a seguito di traumi o possono essere primarie come nel caso dell’induratio penis plastica, della sindrome di Dupuytren o nella sindrome di Ledderhose.
Viene quindi usata per curare infiammazioni e dolori traumatici in diversi ambiti e in diverse parti del corpo: spalla, colonna vertebrale, mani, ginocchio, caviglia, etc., ma anche per drenare edemi o in alcune problematiche vascolari ed infine anche per trattare patologie muscolari come semplici contratture o stiramenti e strappi.
Nello specifico si può ricorrere al trattamento Tecar (tecarterapia) per:
È un trattamento che produce benefici immediati nell’organismo, si osservano infatti:
L’artrosi d’anca è una patologia che interessa la cartilagine articolare, cioè quella che ricopre le due zone ossee che vengono a contatto all’interno dell’articolazione e che protegge l’osso e lo salvaguarda dall’usura.
L’anca, detta anche articolazione coxofemorale è la più grande struttura ossea dello scheletro umano e ha la funzione di congiungere bacino e arti inferiori. È formata da due facce articolari ed è una formazione ossea semisferica costituita dalla fusione delle tre ossa del bacino (Ischio, ileo e pube), circondata da un labbro cartilagineo che ne aumenta l’ampiezza e la cavità al fine di ospitare meglio la testa del femore. L’articolazione è ricoperta da una capsula molto resistente.
L’artrosi è una patologia degenerativa che consiste nel danneggiamento progressivo della cartilagine.
Con l’alterazione dello strato cartilagineo, i segmenti ossei delle articolazioni, non avendo più uno strato protettivo entrano in stretto contatto. Il meccanismo reattivo del corpo allo “sfregamento” tra le superfici ossee è la produzione di materiale ulteriore osseo, gli osteofiti, nelle superfici articolari. Gli osteofiti porteranno a una limitazione importante del movimento.

Il trattamento dell’artrosi dell’anca può essere conservativo o chirurgico. Il trattamento conservativo può includere oltre all’idrokinesiterapia anche: Terapia Manuale, Tecarterapia, Magnetoterapia, Laserterapia
Se l’artrosi è in stato molto avanzato si effettua l’intervento di protesi di anca per la quale è indicata da subito la riabilitazione in acqua o idrokinesiterapia di tipo individuale.
La distorsione del rachide cervicale, anche detta “colpo di frusta”, è una patologia molto comune che riguarda chi subisce un impatto o un colpo tale da far sobbalzare rapidamente la testa indietro e poi in avanti. Questo movimento può, di fatto, danneggiare le ossa della colonna vertebrale, i dischi, i muscoli, i legamenti, i nervi e altri tessuti del collo.
La forza improvvisa del colpo di frusta causa un’estrema flesso-estensione del collo, allungando e, nei casi più gravi, lacerando i muscoli e i tendini dello stesso. La testa, infatti, muovendosi prima all’indietro in maniera repentina per poi piegarsi ulteriormente in avanti in modo brusco, oltrepassa il limite fisiologico di escursione articolare, determinando quindi quella che può essere definita una vera e propria distorsione della colonna cervicale.
La maggior parte delle lesioni da colpo di frusta deriva da una collisione che determina un'improvvisa accelerazione o decelerazione.
Quando si verifica il colpo di frusta? Il caso più comune in cui si verifica questo trauma è il tamponamento automobilistico. Tuttavia, il colpo di frusta può presentarsi anche quando il soggetto pratica i cosiddetti sport da contatto come il calcio, il rugby e via discorrendo.
I sintomi del colpo di frusta solitamente sono difficili da ignorare, ma in alcuni casi potrebbero comparire qualche giorno dopo l’incidente, è importante quindi prestare attenzione a eventuali cambiamenti fisici. I principali sintomi sono:
Le conseguenze del colpo di frusta sono numerose e complesse, così come complesso è il tratto vertebrale che interessa questa patologia. Il tratto cervicale è una struttura dalla duplice natura, delicata ed estremamente flessibile e protettiva allo stesso tempo. In essa si trovano i vasi sanguigni e i nervi che dal corpo raggiungono il cervello, elementi avvolti da una solida protezione ossea, muscolare e legamentosa.

Se i sintomi del colpo di frusta sono da lievi a moderati, alcune opzioni di auto-cura includono in genere:
Se il dolore da colpo di frusta e i sintomi correlati sono gravi e non sembrano scomparire, è necessario cercare assistenza fisioterapica e riabilitativa. La fase riabilitativa, dopo un infortunio di questo genere, è sempre necessaria per recuperare al 100%. Un mancato lavoro di fisioterapia può portare a complicazioni e sfociare nella cronicizzazione.
Dopo il riscontro del trauma, la riabilitazione mirata porterà il paziente alla guarigione e alla conseguente ripresa della sua vita normale. Tra gli interventi più efficaci nel trattare il colpo di frusta abbiamo di sicuro il lavoro manuale che la fa sicuramente da padrone con trattamenti osteopatici o terapie manuali che sfruttano per esempio le tecniche del “pompage” o tecniche ad energia muscolare oppure quelle dei trigger point o infine la terapia in acqua con idrokinesiterapia per andare a rilassare la muscolatura e migliorare mobilità e di conseguenza dolore sulla zona. Anche aiutarsi con terapie strumentali come laser e tecar può essere d’aiuto, se queste attrezzature risultano essere di complemento e non il fulcro della terapia.
Scaduto il periodo di tempo in cui il paziente deve tenere il collare prende il via la riabilitazione. Le sedute riabilitative solitamente iniziano con percorso di tipo strumentale, idrokinesiterapia e di terapia manuale, come detto precedentemente. In questa fase il fisioterapista si avvarrà dell'aiuto di macchinari specifici che hanno un effetto antiinfiammatorio e rilassante muscolare e le terapie potrebbero variare dalle 2 alle 3 a settimana per un periodo di 2/3 settimane al massimo a seconda della persona. Dopo il primo step, in cui si va a migliorare dolore e infiammazione e si riduce la rigidità muscolare, è importante andare a lavorare con il miglioramento della mobilità e delle funzioni di tutta la colonna attraverso l’osteopatia con un paio di sedute distanti una settimana l’una dall’altra.
Infine, per impedire al problema di presentarsi, un efficace prevenzione risulta essere la riabilitazione posturale, che prevede un percorso di una volta a settimana che aumenta la distanza tra una terapia e l’altra dopo 2/3 sedute per lavorare sul mantenimento. Fondamentale per evidenziare la completa guarigione, tornare a svolgere qualsiasi tipo di attività prima praticate e avere una qualità di vita di nuovo elevata, senza che si presentino più problemi e dolori.
Lo studio di fisioterapia Fisioglobe rappresenta un’eccellenza anche in questo poiché avvalendosi di tutti gli spazi del circolo sportivo empire sport & resort, del quale fa parte, garantisce a ciascun paziente non solo un trattamento medico e riabilitativo specifico ed individuale, ma un reinserimento graduale nell’attività sportiva ed una ri-atletizzazione controllata post terapia mirata e personalizzata, al fine di garantire benessere e migliorare la qualità e lo stile di vita.
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